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I Nuovi Uffizi, atto primo Cultura

Non sarà proprio casuale – ha chiosato ironico, il sottosegretario Roberto Cecchi, unico toscano nel nuovo governo – che la presentazione delle nuove sale, dell’imponente scala e dei servizi annessi nell’ala rinnovata della grande fabbrica vasariana, avvenga proprio oggi con un assetto governativo totalmente cambiato. Un segnale che il nostro paese ricomincia da qui, dimostrando che “la cultura è fattore costitutivo di sviluppo”. Secondo la soprintendente Alessandra Marino, mancherebbero altri 30 milioni e i lavori, entro il 2014, parole sue, potrebbero essere conclusi; sorprendente e ammirevole, sia la velocità sia la parsimonia. Il merito del successo, è opinione del vicesindaco Nardella, andrebbe molto al protocollo d’intesa firmato a gennaio tra Stato, Regione e Comune. Grazie a questo accordo, gli Uffizi ampliati passeranno da 5400 a 12000 mq di capacità espositiva, e quindi raddoppierà i visitatori che saliranno a 8000, pare senza aumenti di costo del biglietto. D’ora in poi sapremo giorno per giorno in diretta come proseguiranno i lavori dei Nuovi Uffizi grazie  a un sito web, sponsorizzato dagli Amici: la Tribuna sarà finita a primavera, per esempio, seguirà sempre nel 2012 la Sala della Niobe, poi quella di Botticelli, secondo le affermazioni del direttore regionale Ragni. Cristina Acidini è l’unica rimasta, come ci ha ricordato,  della vecchia commissione che nel 1999 prese in mano il progetto dei futuri lavori,  sentendo la grande responsabilità di dover gestire il futuro della complessa fabbrica. Antonio Natali ha fatto benissimo a ricordare che durante questi anni di intenso lavoro, il museo non ha chiuso mai e i visitatori non hanno mai sofferto alcun disagio; avvertendo anche che d’ora in poi, dovendo i lavori proseguire, succederà che il pubblico possa imbattersi in qualche operaio in loco, o nel transito di qualche opera da una stanza all’altra; il che potrà essere anche dimostrativo della serietà degli impegni presi verso le scadenze. Il direttore si è soffermato sulla scelta cromatica delle salette per i dipinti stranieri, un blu cangiante che rende le pareti assai più attraenti di quel “bianco infermeria d’ospedale” cui ci aveva abituati l’antica bicromia originale. Natali ha voluto si sapesse che per la prima volta, i visitatori sono stati calcolati in 1 milione e 700 mila in più; un ottimo motivo per poter dare “concreti elementi di giudizio e di affetto”.  Anche per Scaletti, in rappresentanza del governatore Rossi, la raccolta dei capolavori degli Uffizi sono “un motore economico straordinario”, ed è un’innovazione da salutare con entusiamo la bellissima scala di ponente disegnata dall’architetto Adolfo Natalini, in quanto coniuga l’architettura antica con le tematiche di quella contemporanea. Da questa osservazione è scaturita di conseguenza una domanda già posta nel tempo, ancora a proposito di commistioni: che ne sarà del progetto vinto da Arata Isozaki per l’uscita sulla piazza del Grano. Sarà fatta, è stata la risposta di Cecchi, come saranno trovate le risorse per terminare questo progetto, così  ben condotto da Laura Baldini, responsabile dei lavori. Sempre che, pensa chi scrive, tra quei politici-marionetta, attualmente accantonati, non ne risalti fuori qualcuno mal intenzionato a riportare il nostro Paese nel discredito da cui la Bellezza lo sta tirando fuori. 
 

la foto: Veduta  della Sala dei Pittori Stranieri

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