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I Paesaggi teatrali di Francesco Bottai Cultura

Attore con il regista e sceneggiatore Maurizio Scaparro  e appassionato del lavoro artigianale vero, quello fatto con le proprie mani, Francesco Bottai espone a Firenze i suoi magici teatrini in scala, alcuni dei quali si muovono con semplici marchingegni: tende che si agitano, luci che cambiano intensità, scene che richiedono l’interazione con il pubblico per animarsi. Il materiale scelto per le piccole costruzioni è il legno che Bottai spiega di aver imparato ad apprezzare e lavorare proprio dagli artigiani di Roma, quelli che hanno ancora bottega in via dei Cappellari. I titoli di molte sculture fanno riferimento ai drammi del teatro di prosa, all’opera, al musical: Galileo ad Arcetri, Camelia riflessa, le pazzie di Don Chisciotte, Moulin Rouge, il giardino d’Amleto, Arlecchino in riflessi, e l’attore-artista ha scelto di rappresentare scene in esterno, da qui il titolo “Paesaggi teatrali”. Ciò che racconta Bottai sul suo modo di lavorare, è molto interessante, perché indica un’inversione di tendenza, rispetto a tanta della ricerca attuale nel campo dell’arte visiva contemporanea: “In ognuno dei miei teatrini-scultura c’è uno stimolo per la fantasia, col  teatro, infatti, si possono esplorare nuovi modi di immaginare. Ho cercato di ricreare l’effetto magico che ti dà lo spettacolo teatrale quando riesce ad avvolgere lo spettatore. Nell’arte contemporanea si è  persa la manualità, allora sono andato ad apprenderla dai maestri che ancora la sanno praticare e ho costruito queste sculture dentro le quali c’è anche un meccanismo semplice, che  dà lo spunto per sognare”.
giulietta_thumb.jpgSimili a scenografie, i lavori di Bottai raccontano delle sue esperienze di cinema e di teatro, fatte con Scaparro, e nell’intenzione dell’autore c’è quella, primaria , di coinvolgere lo spettatore a entrare in contatto con l’opera. Bottai si dichiara “stufo” delle tendenze minimali e concettuali in arte, dice di “voler fare un passo indietro nel passato”. Quando, appunto, non c’erano gli effetti speciali e il mondo digitale, ma piccoli meccanismi e invenzioni che oggi appaiono quasi ingenui, e che riproposti adesso, ci ricordano i teatrini dell’infanzia. Le mostre delle opere di Francesco Bottai sono curate da Sonia Zampini, e si possono vedere sia alla galleria Tornabuoni di borgo S. Jacopo, sia alla galleria La Corte di via de’ Coverelli. Un assaggio si consiglia di farlo a partire dal Teatro della Pergola, fonte di ispirazione coi suoi storici marchingegni, dove è installato il lavoro dedicato a un grandissimo inventore e scienziato, Galileo.

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