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Pini resistenti di piazza della Vittoria, storia e declino Breaking news, Dibattito politico

Riceviamo e pubblichiamo da Deanna Sardi, dell’associazione Piazza della Vittoria:

“Ultimamente, a partire da agosto, mese in cui molte persone anziane per motivi di infermità o di tipo economico, restano a casa, in Piazza è ripresa una attività di presenza e coinvolgimento, già sperimentata negli anni novanta.

Il primo evento è stato un grande pranzo nel giorno di ferragosto, quando chi ,non per sua scelta,  rimane in città si sente solo. Tante persone con la voglia di stare insieme a festeggiare l’Assunzione che hanno fatto a gara a portare piatti gustosi preparati per l’occasione. 

Altra iniziativa molto partecipata è stata quella del 14 settembre con estemporanea di pittura. I molti pittori intervenuti hanno poi regalato le loro opere all’Associazione  che prossimamente le esporrà.

Sabato 21 c’è stata una mattinata dedicata alla poesia e alla musica, in cui sono stati letti brani di poeti conosciuti e poesie non pubblicate avente per oggetto gli alberi.

Successivamente  il pomeriggio di sabato  28 è stato dedicato ai giochi all’aperto per i bambine e ieri, sabato 5 ottobre,  il pomeriggio dedicato al teatro e alla musica.

A questo punto mi preme ricordare come nasce  la Piazza.

Non più piazza come foro o come mercato, davanti alle chiese e ai palazzi di governo o come snodo di traffico, ma piazza-giardino, secondo le esigenze della nuova classe borghese, progettata per essere di godimento degli abitanti. Piazza della Vittoria nasce  con questo intento, al centro di una cornice di nuovi edifici, ispirata all’edificio più prestigioso, in questo caso il Liceo Dante, come luogo di riposo, di attività fisica, di socialità. La sua costruzione fu lenta, interrotta dalla prima guerra mondiale. 

Il quartiere della Vittoria fa parte della fascia di espansione edilizia prevista dal piano di ingrandimento di Firenze redatto da Giuseppe Poggi per il trasferimento della capitale del Regno d’Italia da Torino, ma si sviluppa  sulla base del nuovo piano regolatore redatto nel 1909, poi perfezionato e attuato fra il 1914 e il 1925 (Piano Bellincioni).

Le date di formazione del nuovo quartiere sono documentate con certezza dalle deliberazioni comunali con le quali la Piazza e le strade vicine vennero dedicate ai fatti della prima guerra mondiale. Con tale deliberazione la Piazza diventa di fatto un monumento della Grande Guerra, da cui consegue la sua tutela de jure . Nel 1924  si approva la toponomastica della piazza, che da Piazza Dante viene chiamata Piazza della Vittoria e delle vie del nuovo quartiere: 1904, via F. Puccinotti; 1912, via della Cernaia e via F.lli Ruffini, viale Cadorna etc. 

Una relazione del servizio giardini inviata al Podestà nel marzo del 1929 documenta bene i motivi di questa variazione ed integrazione del progetto iniziale del 1924: «Nella nuova piazza della Vittoria vennero piantate nelle aiole di contorno due file di Pinus pinea, i quali hanno già raggiunto un considerevole sviluppo. Però l’insieme del luogo, intesa la vasta superficie  inghiaiata della piazza, rimane squallido e battuto dal sole. Per conseguenza parrebbe opportuno di estendere la piantagione già fatta, con la costruzione nella parte interna di un secondo ordine di aiole verdi, piantate parimenti di pini da pinoli… Così la piazza potrà divenire veramente un luogo di piacevole riposo anche in piena estate, mentre la sua vasta zona verde in ogni stagione, sarà decoroso ornamento del nuovo quartiere». 

Ogni impresa commerciale venne scoraggiata in quanto non adatta alla rispettabilità della Piazza, come un distributore di benzina di cui fu impedita l’istallazione, ma negli anni ’50 ebbe la prima licenza una edicola di giornali. 

La Piazza dunque fu completata nel 1931 con l’ aggiunta di altri pini nelle quattro grandi aiuole perimetrali fino a formare   quattro colonnati verdi, con 31 pini per lato. Nel grande spazio centrale inghiaiato vennero disposte quattro aiole fiorite ispirate alle aiuole di Piazza Poggi. Con questa sistemazione a verde, la Piazza assunse e ha mantenuto nei decenni successivi, un forte significato identitario fino ad essere  percepita come la “Pineta di Firenze”. 

Dopo il secondo conflitto mondiale, durante il quale i pini fornirono il loro contributo di resina, come si vede dai tronchi feriti e rimarginati, anche questa Piazza venne restaurata dal Servizio giardini comunale. In quell’occasione si confermò lo spartito e la sistemazione a pineta ereditati dal passato e la piazza nel 1955 fu dotata di nuovi elementi di arredo e in particolare della bella “fontana dei capretti” così denominata dal gruppo bronzeo dello scultore Valmore Gemignani. Che ne è stato di tutto questo? 

A partire dagli anni ’90 è iniziato un lento ma inesorabile declino.

Divenne un parcheggio durante il periodo in cui c’era il lavaggio settimanale delle strade e fu per merito del WWF e dell’allora presidente Maurizio DaRe se il piazzale centrale fu liberato dalle macchine. Ma anche l’idea di costruire un parcheggio sotterraneo non giovò alla corretta gestione del bene, perché se il progetto non andò a buon fine  e gli alberi non furono tagliati subito, come prevedeva il progetto, lo furono pesantemente negli anni successivi. Così un po’ alla volta, senza un apparente motivo, perché, a parte il ramo che si abbatté sul chiosco del fioraio nel 2010 in occasione di una straordinaria nevicata, mai è stata registra la caduta di un pino e quindi non si trova nella pericolosità la ragione dello scempio. L’operazione sfoltimento, se così si può chiamare, dagli anni ’90 fino ad agosto di quest’anno, ha privato la Piazza  di ben 82 esemplari, senza che sia stato ripiantato un solo albero. Le ceppe sono ancora sul posto a testimonianza.

I pini di Piazza della Vittoria, salvati già dal 1997 in occasione della rinuncia da parte del Comune ad un  parcheggio sotterraneo, sono diventati sempre di più il simbolo della difesa da parte dei cittadini di tutti gli alberi adulti di Firenze.”. 

Foto: una bellissima foto degli anni ’40 concessaci gentilmente dall’associazione

Piazza della Vittoria anni ’40

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