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Blitz di un commando, i pirati si sono arresi Cronaca

 Grazie all'intervento congiunto d idue unita' della Marina Militare degli Stati Uniti e del Regno Unito, che hanno operato sotto la direzione dell'Ammiraglio italiano Gualtiero Mattesi – in qualità di comandante della Task Force dell'Operazione NATO Ocean Shield che svolge attività di contrasto alla pirateria nelbacino somalo – gli undici pirati che hanno sequestrato la Motonave italiana Montecristo si sono arresi e sono stati tratti in stato di detenzione. Lo rende noto un comunicato della Farnesina, nel quale si esprime ''viva soddisfazione'' per la conclusione della vicenda.   E' dunque libero e salvo – prosegue la nota – l'equipaggio che, rifugiatosi ieri nella zona blindata della Motonave, è comunque riuscito, nonostante le drammatiche circostanze, a dirigere la nave nei pressi dell'International Traffic Recognized Corridor.  Il Ministero degli Affari Esteri, che, attraverso l'Unità di Crisi, sin dai primi momenti ha seguito con massima attenzione la vicenda, in costante raccordo con il Comando Operativo Interforze del Ministero della Difesa, ed incontinuo e costruttivo contatto con la società armatrice -conclude la nota – esprime il suo forte apprezzamento per l'efficace collaborazione fra tutti gli attori istituzionali che ha consentito lo svolgimento della  operazioneodierna.

La storia della nave Montecristo inizia il 10 giugno del 2011 quando, appena uscita dai cantieri coreani della Hyundai Mipo, viene consegnata alla compagnia navale D’Alesio Group di Livorno. Prima porta infuse della speciale classe Supramax da 56.000 dwt della Dalmare s.p.a., la nave da carico che porta il nome dell’isola dell’arcipelago toscano è dotata di 5 stive e 4 gru per la movimentazione del carico. Un vero e proprio titano per il trasporto internazionale su acqua di minerali, carbone e grano. A bordo del mostro marino, partito da Liverpool e diretto in Vietnam con un corposo carico di ferro, vi è un equipaggio di 23 persone. Sette sono italiani e fra di essi figurano il comandante, il veneziano Diego Scussat, l’ufficiale di coperta Stefano Mariotti e l’allievo ufficiale Luca Giglioli, entrambi di Livorno, nonché altri quattro marinai provenienti dalla Sardegna, dalla Campania e dal Trentino Alto Adige. Durane il suo viaggio verso le coste vietnamite, la Montecristo viene scortata, nei pressi del golfo di Aden, da una nave militare giapponese. Ad un certo punto, però, l’imbarcazione mercantile livornese solca le correnti dell’Oceano Indiano e la nave nipponica si allontana. Sono circa le 6:45 di questa mattina e, mentre si trova a circa 620 miglia ad est delle coste della Somalia, la Montecristo viene attaccata da una barca con a bordo cinque persone armate. Si tratta di pirati. Immediatamente dalla nave viene lanciato un allarme per attacco di pirateria, che rimbalza in Italia, alla D’Alesio Group. Da Livorno si cerca in ogni modo di contattare la nave per avere notizie dell’equipaggio ma, per oltre 10 ore, le comunicazioni radio tacciono. L’ufficio stampa dell’armatore, allora, decide di avvertire i familiari dei membri dell’equipaggio, che al momento vivono ancora momenti frementi in attesa di notizie certe sulle condizioni dei loro cari. Dopo aver tentato invano di comunicare con la nave, l’ufficio stampa della D’Alesio Group divulga, con un comunicato stampa pubblicato on-line sul proprio sito internet, la notizia del sequestro della Montecristo. Il gruppo, fondato circa 70 anni fa dal cavaliere del lavoro Gaetano D’Alesio e che può vantare una decennale esperienza marittima nel settore dei trasporti marittimi, ha convocato un vertice societario per seguire passo passo la vicenda. Al sequestro somalo si è già interessata anche la Farnesina, mentre la Nato fa sapere che il contrammiraglio del cacciatorpediniere Andrea Doria, Gualtiero Mattesi, nonostante l’impegno nell’operazione Nato Ocean Shield, ha dato la sua disponibilità ad inviare un’unità navale per indagare da vicino sulla vicenda della Montecristo.

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