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I portieri della Regione scendono in guerra Società

Primo giorno di presidio per i portieri della Regione. Gli addetti al portierato sono stretti attorno alle bandiere della Rsu, mentre i consiglieri regionali passano, qualcuno si ferma, qualche curioso sosta. Sono a dare volantini e a spiegare che per l'ennesima volta la scure della spending review casca di nuovo sul lavoro e sui lavoratori. Come?
In questo caso, il "responsabile" è un appalto al ribasso, ormai inveterata abitudine delle aministrazioni pubbliche a corto di soldi. Un ribasso che "costa" ai lavoratori addetti alle "porte" (e non solo) dei vari stabili della Regione,  il dimezzamento circa della "paga" oraria. In che modo? La ditta che si è aggiudicata l'appalto, di Milano, ha "strappato" il risultato mettendo il costo del lavoro a 12,5 euro lordi. Vale a dire, conmpreso non solo lo stipendio dei lavoratori, ma anche il margine di "ricavo" della stessa impresa. Calcolando che precedentemente il costo, sempre lordo, era di 17 euro e spiccioli all'ora, il ribasso di 12 euro, una volta ridotto al netto, rischia di trasformarsi per i lavoratori in una debacle dello stipendio: si calcola, come ci raccontano loro stessi  facendo alcuni conti approssimativi, che la "paga" oraria arrivi a circa 3 euro e 50: spicciolo più, spicciolo meno. Che, su stipendi che già nell'antico non arrivavano spesso ai mille euro, significa più o meno la batosta.

Non solo. A parte le perplessità che sollevano, ad esempio, i numeri del personale scritti sull'appalto, che nel contratto sono 54, mentre, sostengono i lavoratori, contando anche le due sedi distaccate della Regione a Pisa, sono 62, e i dubbi che conseguono al fatto "che non ci è stato comunicato niente, navighiamo nel buio totale di ciò che faremo, non sappiamo neanche se torneremo tutti a lavorare" al rientro,  verso i primi di ottobre, un altro problema si profila minaccioso: quello che nel contratto d'appalto manca la "clausola sociale". Cosa significa? In concreto, che la ditta che si è aggiudicata il lavoro non ha obblighi di riassunzione dei lavoratori precedentemente impegnati nelle mansioni in gioco. Potrebbe anche, spiegano gli operatori, portare "dentro" un buon numero (Dieci? Venti? Sessanta? …) di operatori loro e chi s'è visto s'è visto.Del resto, come spiegano i lavoratori  Matteo Cascella e Piera Rosi, non è neppure detto che i 62 operatori del contratto di portierato mantengano le stesse modalità di lavoro. Infatti, un altro degli effetti della spending review è quello di sbarazzarsi, da parte della Regione, di sedi in affitto per concentrare il personale sulle sedi in proprietà, con  un'operazione "assolutamente condivisibile in tema di eliminazione di costi inutili – spiega Rosi – ma che comporta una riduzione oggettiva di ore disponibili per i lavoratori". Il rischio è: diminuzione dei soldi per il lavorato, diminuzione delle ore di lavoro. Vale a dire, accesso al part-time per molti lavoratori? … E poi, in fondo al mese, cosa rimane? … A dire il vero, qualche assicurazione è stata spesa per le cosidette "ore di sostegno". Che consistono, pare di capire, nel far lavorare i "portieri" anche ad esempio nei garages della Regione, o svolgendo altre mansioni appunto di "sostegno". Ma basteranno per riassorbire tutti i lavoratori? E chi lo dice? …

Infine, ultimo punto ma agganciato al più vasto sistema degli appalti "al ribasso" (del costo del lavoro, pare fin qui di avere inteso), la nuova "sistemazione" non fa distinzioni fra ruoli. Infatti per ora nel contratto di portierato ci sono centralinisti, autisti, gli addetti a dare informazioni al pubblico e persino coloro che svolgono attività presso i Musei. "Sarà difficile che un autista accetti di svolgere le sue mansioni per 3 euro e 50 centesimi l'ora … ", si commenta.

E davvero alla fine, si scopre un altro pezzetto della questione: il nuovo contratto di portierato sarà del tipo privato, vale a dire quello che vale per le case private. "Certo, lì ci sta – commenta Cascella – in quanto molto spesso è prevista anche la casa. Se ci offrissero le stesse cifre e abitazione gratis, beh, forse ci si potrebbe anche stare…".

 

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