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I settanta anni dalla nascita dello Stato di Israele Cultura

Firenze – Celebrata in Toscana, a Firenze, la nascita dello Stato di Israele settant’anni fa.  E nel corso del convegno, un grande riconoscimento viene dato proprio a un toscano, un grande campione, a Gino Bartali: “Gino Bartali, in Israele come in Italia, è un eroe non solo per i suoi meriti sportivi ma perché usò lo sport come un ponte verso l’umanità, salvando centinaia di ebrei durante la seconda guerra mondiale. Pochi giorno fa ha ricevuto il premio di Yad Vashem, e in Israele qualsiasi bambino conosce il nome di Gino Bartali”. A dirlo, l’ambasciatore di Israele in Italia, Ofer Sachs.

Il popolo ebraico dopo quasi duemila anni aveva un proprio Stato e a distanza di settanta anni, anche  se non sono stati  completamente risolti i problemi di convivenza con tutti i Paesi del Medio Oriente, i rapporti diplomatici con alcuni Paesi arabi,e gli scambi economici e culturali, registrano oggi per Israele un clima di distensione rispetto al passato.

Uno Stato, quello Ebraico che si è difeso da chi  voleva la sua distruzione in ben cinque conflitti e adesso è impegnato ad arginare quella stessa minaccia che incombe sull’Europa.

Inoltre continua a svolgere la sua funzione  di Stato-rifugio, come lo definì Giovanni Spadolini, nei confronti degli ebrei di tutto il mondo, in particolare di quelli europei, minacciati da un risorgente antisemitismo. Per ricordare i settanta anni della storia di Israele, l’associazione  Italia-Israele di Firenze, in collaborazione con l’Ambasciata dello Stato d’Israele e con il patrocinio del Comune e della Città Metropolitana di Firenze, del Consiglio Regionale della Toscana, dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, della Comunità ebraica di Firenze, dell’Università degli studi di Firenze, della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, domenica 6 maggio nella Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi, ha  ricordato questa solenne ricorrenza.

E tanti sono stati i contributi  di studiosi che hanno evidenziato come, nonostante le difficoltà iniziali, Israele sia diventato uno dei Paesi più avanzati al mondo nel campo della ricerca scientifica e della innovazione tecnologica, raggiungendo un alto livello di prosperità economica e di coesione sociale.

Il convegno è stato aperto da Valentino Baldacci Presidente dell’associazione Italia Israele,che dopo i ringraziamenti ai presenti in sala e alle autorità civili e religiose, ha sottolineato l’importanza di questa giornata realizzata in stretta collaborazione con l’ambasciata di Israele e che ha lo scopo di ricordare il ritorno del popolo di Israele ad avere un proprio Stato dopo duemila anni.

centenario-dalla-nascita-di-gino-bartaliA seguire gli  interventi dei rappresentanti degli enti promotori e patrocinatori, il consigliere delegato della Città Metropolitana di Firenze Alessio Falorni, l’Ambasciatore dello Stato d’Israele Ofer Sachs che ha parlato del trasferimento dell’ambasciata americana a Gerusalemme,-“perchè Tel -Aviv è la capitale economica dello Stato d’Israele,ma non è la capitale; per ogni ebreo che vive in Israele o in tutto il mondo, c’è solo una capitale”; della figura di Gino Bartali, del delicato rapporto dello Stato ebraico con i Paesi Arabi e che una pace per Israele sia possibile;l a Presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni, la rappresentante dell’Università di Firenze Ida Zatelli.

Presenti in rappresentanza del Comune di Prato, il Vicesindaco della città Simone Faggi e Andrea Dominijanni, componente del direttivo dell’associazione Italia-Israele che ha ricordato nel suo discorso il viaggio organizzato dall’associazione  in Israele, per scoprirne il volto dell’efficienza e modernità, ha sottolineato i valori giudaci incarnati nello Stato d’Israele:  il valore della vita umana,e della ricerca della verità;  ha poi menzionato due fiorentini che a seguito delle leggi razziali del 1938 dovettero lasciare l’Italia, Enzo Bonaventura e Giulio De Angelis.

Quest’ultimo dopo aver compiuto l’alyà tradusse il suo nome in Joel De Malach, il fondatore della moderna scienza e tecnica della coltivazione in condizioni di particolare difficoltà, colui che, come ha ricordato Dominijanni,-“ in Israele, ha fatto fiorire il deserto, con il sistema dell’irrigazione a goccia, e che ha narrato la sua vicenda in un libro il cui solo titolo emoziona: Dal Campanile di Giotto ai pozzi di Abramo.”

Presentate anche due relazioni a cura di Claudio Vercelli, sui settanta anni di storia dello Stato di Israele e di Carlo Batori sui rapporti tra Italia e Stato d’Israele. L’incontro fiorentino si è concluso con una tavola rotonda coordinata da Stefano Folli e alla quale hanno partecipato Luciano Bozzo dell’Università di Firenze, Sergio Della Pergola dell’Università Ebraica di Gerusalemme, Luigi Compagna della Luiss di Roma e,  da Gerusalemme, Fiamma Nirenstein.

Foto: A  sinistra Valentino Baldacci, al centro l’ambasciatore dello Stato di Israele Ofer Sachs

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