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I tempi matematici della comicità Opinion leader

In teatro non si passano i natali in India e neanche al cesso. Se vuoi far ridere – e ridere veramente – la tua farsa dev’essere una macchina ad orologeria degna del più cervellotico degli ingegneri. La comicità ha tempi matematici che solo autori navigati sanno calcolare. “Niente sesso siamo inglesi” è un testo inglese del 1971 di Marriot e Foot e, al pari di altri celebri titoli come “Rumori fuori scena” e “Rumors” , fa parte di quella famiglia di commedie brillanti che si possono tranquillamente considerare definitive ed avanzatissime armi di umorismo di massa.
La trama, che in realtà ha poca importanza, parla di un banchiere che riceve un pacco pieno di materiale pornografico non richiesto e deve nasconderlo alla famiglia e ai datori di lavoro. Ma appunto non è la trama il supporto: il supporto è la farsa, porte che si aprono, porte che si chiudono, battute, errori, colpi di scena, tic entrare, tac battuta, tic risata, tac uscire. Un orologio.
Il dibattimento sulla reale utilità delle commedie brillanti è ancora aperto ma lo si potrebbe chiudere in un batter d’occhio: non servono a nulla, se non a ridere di noi, voi, egli, stesso, medesimo e tale.
Il luogo comune per cui la gente in un momento difficile ha bisogno di ridere nasconde la verità che nel faceto c’è redenzione dalle fatiche fisiche e spirituali. La catarsi della puttanata, potremo chiamarla ammesso che non storciate il naso. Al Teatro Everest, la Compagnia Quinte Instabili porta in scena un rivisto e rinnovato “Niente sesso siamo inglesi”  lo fa questo fine settimana: Sabato 4 e Domenica 5 Febbraio (rispettivamente alle 21.00 e alle 16.30). Se bisogna ridere mentre la nave affonda almeno lo si faccia con stile, cribbio.

Per informazioni e prenotazioni: www.teatroeverest.it o 0552321754

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