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I tesori dell’Oltrarno: gli Artigianelli Notizie dalla toscana

Siamo qui con Giovanni Fossi presidente dell’Atelier degli Artigianelli in via dei Serragli scrigno degli antichi tesori dell’artigianato

“Il complesso degli Artigianelli è un complesso che fu destinato verso le fine dell’ottocento come avviamento al lavoro per tutti i ragazzi poiché all’epoca non c’era la scuola dell’obbligo. Per altro nel rione c’erano, come ancora in parte ci sono, molti artigiani che avevano una propria fama anche perché la zona era frequentata da tutti quegli ospiti in maggior parte stranieri e sopratutto anglosassoni che amavano Firenze ed i suoi artigiani.

A ricordo c’è la lapide di Elisabeth Barret Browing all’angolo fra vVa Maggio e Piazza Pitti. Insomma questi ragazzi venivano avviati al lavoro in questo complesso. Avevano un’istruzione ed imparavano un mestiere.  All’epoca le  cose erano più semplici di adesso non esisteva il concetto socio politico dello sfruttamento della manodopera, era vissuto diversamente anzi veniva presi e messi a lavorare da un artigiano e venivano considerati dei fortunati.

Agli Artigianelli si sono formati generazioni di artigiani poi il mondo  è cambiato sopratutto  dopo la seconda guerra mondiale e l’istituto ha subito un progressivo mutamento fisico nell’utilizzo dei suoi locali. Il cambiamento fu determinato anche dal fatto che gran parte dell’immobile fu adibito a pensionato. Tutto questo all’epoca di Don Panerai sacerdote da molti conosciuto e apprezzato a Firenze, con l’arrivo del nuovo parroco di San Felice e quindi presidente degli Artigianelli Don Gianfranco Rolfi ed un nuovo consiglio di amministrazione tutto l’immobile ha ripreso una vita propria basandosi  sul nome originario Istituto Artigianelli”.

Oggi come viene mantenuta la vocazione di formazione professionale degli Artigianelli?

Il nucleo che ha fatto nascere gli Artigianelli, la sua vocazione di formazione professionale viene mantenuta grazie ad una serie di laboratori artigiani. C’è un marmista e scagliola, un laboratorio di oreficeria che ha avuto molto sviluppo e frequentato da molti studenti orientali. C’è sempre la scuola media paritaria ed  anche una piccola attività di stampa di pellicole fotografiche. Tutta una parte dedicata ad attività assistenziali, in particolari madri che hanno avuto problemi familiari di violenze con bambini  e c’è anche un’attività legata anche di recupero professionale per queste madri.E’ presente anche uno spazio adibito a doposcuola ed ultimo, ma non meno importante il progetto Terza Cultura che è uno spin off universitario  dove insegnano la robotica dai bambini fino al liceo.  Questo è per dare un ‘idea di come oggi lo spazio degli Artigianelli mantiene la sua antica vocazione”.

Ma nello spazio ci sono anche delle attività di artigianato artistico, ci può dire qualcosa su queste ultime?

“In questo quadro policromo, polimorfo si inseriscono anche quelle attività di artigianato artistico che sono  state promosse nel tempo dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze ed in particolare  nel periodo in cui il professore Giampiero Maracchi  è stato consigliere, vicepresidente e poi presidente della Fondazione.

Queste attività di ‘materializzano” in attività gestite direttamente da OMA che è l’osservatorio dei mestieri d’arte che è anche questa un ‘associazione costituita dalla fondazione cassa risparmio di firenze e da un’altra associazione che si chiama Atelier degli Artigianelli, nata nel luglio del 2010, per il restauro della carta. Nasce con la presenza della restauratrice della carta Beatrice Cuniberti sulla quale ha girato tutta l’attività dell’Atelier.

Un paio di anni fa la fondazione ha voluto ridare slancio  e nuove energie a questa associazione costituendo un nuovo CDA di cui faccio parte anche io, il professor Aldo Bompani ed il professore Piero Roggi, due illustri personalità della vita fiorentina”.

Ci ha parlato di Oma, ma quali sono le attività dell’Atelier degli Artigianelli?

Prima di tutto sono attività legate anche ad OMA visto che entrambi nascono per volontà della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Oma è più portata verso il comparto tessile vedi i laboratori di sartoria artistica e teatrale. Le attività dell’Atelier,invece,  sono rivolte alla carta, alla legatoria ed al restauro di testi antichi. Abbiamo poi sempre legata alla carta un’iniziativa, che sta avendo molto successo. Abbiamo realizzato con la consulenza dell’Impresa Sociale Magnani e del Museo omonimo, una piccola cartiera dove facciamo tutto il processo della produttivo. Un progetto che ha riscosso molto interesse sia da piccoli che da grandi ed adesso siamo in contatto anche con molto università straniere. 

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