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I tre rettori a Monti: fate pure i tagli, ma lasciateci l’autonomia Opinion leader

La forza e l’evidenza dei dati è servita ad Alberto Tesi (Firenze), Massimo Augello (Pisa) e Angelo Riccaboni (Siena) per riaffermare lo strumento che da secoli permette di realizzare la missione dell’alta formazione: l’autonomia. Sul piano della produttività, Augello ha ricordato che con soli 100mila ricercatori, meno anche della Spagna e un terzo di quelli della Germania, l’università italiana produce il 9,5% dei contratti in Europa. Per quanto riguarda i programmi europei che premiano i risultati, i tre atenei toscani sono al terzo posto per capacità di attirare i fondi. Riccaboni ha fatto anche un conto sulla ricaduta economica dei 35mila studenti che vengono da fuori regione: circa 200 milioni l’anno tenendo la stima al ribasso.

Cresce poi la quota di studenti stranieri (4,5% rispetto alla media nazionale del 3,6%) e i corsi di laurea in lingua inglese sono diventati 25. Ma è il dato di Tesi quello che più colpisce in tempi di spending review. Mentre i finanziamenti interni hanno avuto una contrazione che ha ridotto la quota di finanziamento al 50%, tutti gli altri fondi affluiti alle tre università toscane sono cresciuti del 100%:  ad esempio, per l'Università di Firenze, circa 130 milioni negli ultimi tre anni.  Prova evidente – ha detto – che “abbiamo imparato ad andare a trovare i fondi dove ci sono e questo nell’attuale fase di recessione”.

Per rendere più efficiente l’uso di queste risorse i tre atenei stanno dando vita a un sempre più integrato sistema universitario toscano con progetti comuni di formazione, sinergie, mettendo a sistema le rispettive eccellenze. Puntano per esempio a un sistema bibliotecario regionale e alla gestione comune dei servizi. Il che permette di uscire dalla tempesta. Ed è mostrando questi risultati che Tesi,  Augello e Riccaboni presentano il loro cahier de doléance algoverno. “Decida che cosa vuole, un’università pubblica secondo ilvecchio modello o una che pensa soprattutto alla competizione internazionale, perché l’errore più grave sarebbe restare in mezzo al guado”, ha detto Riccaboni.

E Tesi: “Mi dite un po’ dove sta l’autonomia quando ci bloccano il 20% del turn over e contestualmente pongono le condizioni per l’assunzione di personale?”. Bene, se l’obiettivo del Governo Monti era quello di dare una scossa capace di eliminare sacche di spesa inefficiente e improduttiva e rilanciare i pilastri sui quali si fonda lo sviluppo del Paese, nella Toscana degli alti studi c’è pienamente riuscito.

Immagine: www.centritaliaonline.com

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