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C’è lo zampino di uno studioso fiorentino nel Nobel per la chimica STAMP - Università

Nell’anno della chimica, il premio Nobel per la chimica è stato assegnato a Daniel Shechtman. La Royal Swedish Academy Nobel Citation ha assegnato allo scienziato ebreo il prestigioso riconoscimento per la scoperta dei quasicristalli. Nell’individuazione dei nuovi minerali, però, ci ha messo lo zampino anche l’Università di Firenze. Nel 2009, infatti, un team guidato da Luca Bindi, curatore della sezione di Mineralogia del Museo di Storia Naturale dell’Ateneo fiorentino, aveva scoperto il primo quasicristallo esistente in natura. Assieme ai fisici Paul J. Steinhardt e Nan Yao, dell'Università di Princeton, e Peter J. Lu, dell'Università di Harvard, Bindi ed i suoi collaboratori avevano presentato i loro risultati alla International Mineralogical Association, che aveva accettato il minerale di nuova scoperta, denominato icosahedrite. Nei quasicristalli, queste le loro particolarità rispetto ai minerali finora conosciuti, lo schema di ripetizione è quasiperiodico anche se la disposizione degli atomi è fissa e regolare. La scoperta dei quasicristalli, portata a compimento da Shechtman grazie all’importante prodromo di Bindi, avrà conseguenze significative in mineralogia ma anche nella fisica dello stato solido.

 

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