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Identità e memoria tra passato e futuro Cultura

Firenze – La conoscenza e la salvaguardia del patrimonio documentario riguardano tutti e sono una questione di civiltà. Per questa motivo in Toscana la Soprintendenza archivistica e bibliografica e la Regione hanno scelto di condividere idee e risorse per la tutela e la valorizzazione del patrimonio archivistico e librario, progettualità che sono state ragione di discussione e riflessione durante la giornata di studi che si è svolta il 31 maggio scorso dal titolo “ Memoria e contemporaneità. Una, nessuna, centomila?”.

Ma a che serve la memoria? Qual è il rapporto tra il nostro tempo e la memoria? Iniziamo col parlare dei titoli pirandelliani scelti, non a caso, per questo incontro. Temi cari a Pirandello come quelli dell’identità, della maschera che ritroviamo naturalmente collegati con quelli della memoria e quindi dell’archivio come suo custode e che richiamano quello delle radici e del rapporto non sempre lineare tra individuo e tempo. 

Ogni nostro azione è condizionata dal tempo e dal nostro rapporto con lo stesso. Per questo è importante comprendere quali siano i differenti significati che diamo allo memoria che, come ricorda Diana Marta Toccafondi, Soprintendente archivistico e bibliografico della Toscana: …non dovrebbe avere a che fare con la musealizzazione o con la nostalgia. Quello è un rapporto non sano col tempo. Ci ritroviamo altrimenti ad avere una sola visione della memoria (Una), ad essere una società a rischio di amnesia (Nessuna), oppure subissata da accumuli di memoria, senza riuscire a farne una sintesi (Centomila)”.

Il distorto rapporto con la memoria, tipico della società liquida o post-moderna conducono alla crisi dell’identità dell’individuo e di conseguenza della collettività.  L’archivio così diventa lo strumento per una ricerca dell’essenza profonda delle cose, nonché come una particolare “messa in scena” della vita.

La tutela e valorizzazione degli archivi potrà quindi sanare il rapporto tra memoria e contemporaneità, riconciliandoci col passato e riuscendo a farci leggere il futuro.

 

 

 

 

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