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Idv, la posizione sul governo Monti ha pagato Cronaca

«Non volevamo ministri politici legati ai partiti e così è stato». È lapidario Niccolò Rinaldi, europarlamentare dell'Italia dei Valori, sul cambio di rotta voluto da Di Pietro dopo l'insediamento del governo Monti.
E ancora: «È stato merito dell'Italia dei Valori se il vicepremier di Berlusconi (Gianni Letta ndr) non è entrato nel governo Monti e se i sottosegretari saranno uomini che non hanno a che vedere con logiche partitiche ma scelti direttamente dal presidente del Consiglio».
Presenta a Palazzo Vecchio il suo libro sulle curiosità storiche della Firenze che in pochi conoscono Rinaldi, Firenze insolita e segreta, ma ciò che gli preme far sapere agli altri è che, perdite di consenso o meno, la posizione del suo partito, alla fine, «ha pagato».
Nella “sua” Bruxelles – argomenta il parlamentare  – il governo Monti «gode di ottima fiducia. È stato fortemente voluto dall'Europa. Ma adesso bisogna che l'Italia rispetti gli impegni che le sono stati prospettati».
Punto, fine della storia. Rinaldi spiega la «straordinaria opportunità» che ha rappresentato per lui poter sviscerare aspetti ignoti ai più del capoluogo toscano. Giardini privati, cenacoli, affreschi e addirittura una chiesa barocca dentro una prigione. Il tutto accessibile, in maniera più o meno semplice, al pubblico.
Scherza con l'attore Carlo Monni, intervenuto alla presentazione per leggere e commentare alcuni dei segreti fiorentini, e soprattutto con il sindaco Renzi, anch'egli al tavolo degli oratori assieme a Jas Gawronski, europarlamentare del Partito Popolare Europeo.
Per il primo cittadino il libro di Rinaldi apre una questione centrale. «Firenze non si sa raccontare – ha spiegato nel suo intervento – perché se si va a chiedere a turisti e cittadini che cosa c'è in città dicono tutti la stessa cosa. L'idea di fondo è conosciuta: Uffizi, Duomo, Palazzo Vecchio». Invece il sindaco, che annuncia la vendita di 22.500 Firenze Card nei primi otto mesi di attività del servizio, intenderebbe portare alla luce molte delle “scoperte” di Rinaldi. «Se riscriverà il libro fra due anni – dice fiducioso Renzi – mi auguro avrà meno materiale da ritrovare. Ad esempio, il teatro Niccolini ci piacerebbe riaprirlo con la Fondazione Teatro della Pergola, mentre vorremo presentare al pubblico il monumento a Giovanni delle Bande Nere».

 

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