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Ikea sullo sciopero: “Adesione scarsa o nulla in buona parte dei negozi” Economia

Firenze – Lo sciopero nazionale dell’Ikea di ieri ha dato risultati contrastanti. Si passa infatti dalle punte di oltre il 90% nel punto vendita di Sesto Fiorentino, ad altre sedi in cui, dice una nota dell’azienda “l’adesione è stata scarsa o nulla”. Ma al di là di questo, il vero problema restano le relazioni sindacali e i diritti dei lavoratori. E in questo caso, la visione di sindacati e azienda non potrebbero essere più distanti. Infatti a fronte dell”attacco dei sindacati che lamentano una diminuzione dei diritti del lavoro, l’azienda risponde che non è affatto così, bensì si tratta di provvedimenti necessari dovuti al cambiamento del quadro globale imposto dalla crisi. E si augura una ripresa del dialogo, una volta passato lo sciopero.

“Nonostante i toni accesi delle manifestazioni odierne su alcune piazze, Ikea si augura ora che il dialogo con le parti sociali possa ripartire sui binari della trattativa, a cui Ikea non è mai venuta meno, e di un confronto improntato a rispetto e correttezza”. Questo l’incipit della nota aziendale.

 “Purtroppo dopo due anni di incontri in cui Ikea ha spiegato al Sindacato quanto il quadro del mercato sia radicalmente cambiato negli ultimi anni, la proposta delle parti sociali per affrontare la difficile congiuntura è stata una piattaforma con richieste di aumenti del 30%, senza una proposta innovativa a supporto della competitività o della creazione di nuovi posti di lavoro” è la posizione di Ikea circa le posizioni sindacali. Il gruppo svedese inoltre ricorda che, nonostante le perdite degli ultimi tre anni con un disavanzo di oltre 53 milioni di euro, l’azienda non ha chiuso punti vendita nè ha tagliato forza lavoro, pur ricorrendo a una forte revisione della spesa interna.

“Purtroppo la decisione di indire lo sciopero nazionale è andata nella direzione opposta a quella del dialogo – commenta l’azienda – cui Ikea crede da sempre, come da sempre ha manifestato la volontà di arrivare a un accordo sul Contratto Integrativo”.

Per rendere chiara la sua volontà di dialogo, l’ azienda non solo ricorda che a maggio 2014, alla scadenza del contratto integrativo, aveva accettato di prolungarlo per un altro anno, ma presenta anche le 4 proposte fatte ai sindacati, che, secondo Ikea, vanno nel senso di costruire “un futuro solido, equo e sostenibile” per continuare il piano di espansione con l’apertura di nuove sedi. Ecco le proposte: trattamenti più equi per il lavoro domenicale e festivi, che oggi presentano differenze sia da negozio a negozio, che all’interno dello stesso punto vendita; un sistema di valorizzazione della parte di retribuzione variabileun innovativo sistema di gestione dei turnila volontà di migliorare l’attuale sistema di welfare.

Respingendo l’accusa di voler “smantellare i diritti di chi lavora” avanzata dai sindacati e dai lavoratori, Ikea si appella alla “valorizzazione della parte di retribuzione variabile (per la quale Ikea negli anni ha pagato premi importanti) e un sistema partecipativo di gestione dei turni” come mezzi per “rendere ancora più tangibile l’importanza ed il riconoscimento del contributo di ogni collaboratore, all’interno però di un quadro di sostenibilità ed equità di trattamento”.Stoccata finale al sindacato: ” Valori che invece sembrano non interessare ai Sindacati”.

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