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Il ‘900 nelle raccolte civiche fiorentine alla GAMC di Viareggio. Cultura

Si apre venerdì 25 maggio alla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Viareggio la mostra di 80 selezionate opere d’arte, tra dipinti e sculture, provenienti dal corpus di un migliaio di opere che compongono le collezioni e raccolte fiorentine dei Musei civici, e più precisamente da: MIAC (Museo Internazionale Arte Contemporanea), GAM (Galleria d’Arte Moderna), RAC (Raccolta Arte Contemporanea), Alberto della Ragione, Galileo Chini, e le donazioni Cagli, Basaldella, Saetti  e Salvadori. La direttrice Alessandra Belluomini Pucci, che l’ha curata, ce ne parla con contagioso entusiasmo: “Sono molto soddisfatta perché questa bella mostra costituisce una significativa e fattiva collaborazione tra il Comune di Firenze e la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Viareggio, e servirà a presentare una sorta di anticipazione di quello che sarà il Museo del Novecento fiorentino, tra un anno o due, pensato per lo spazio alle Leopoldine di piazza S. M. Novella”. Quale criterio è stato seguito per fare questa campionatura, oltre alla qualità? “Mi sono preoccupata di ricostruire e documentare l’arco di tempo molto lungo che coprono le raccolte, e cioè dal 1919 al 1978. E’ in realtà la storia del grande impegno preso da Carlo Ludovico Ragghianti all’indomani della terribile alluvione del ’66, quando si appellò agli artisti, nazionali e stranieri, perché donassero un loro lavoro per creare quello che sarebbe dovuto diventare, appunto, il Museo internazionale d’arte contemporanea.

Casorati-bassa1_thumb.jpgAlcuni di loro donarono opere eseguite agli esordi della carriera”. In passato sono già state fatte delle mostre-censimento del nostro patrimonio del Novecento; ricordo la mostra fatta al Forte Belvedere da Renato Barilli nell’86, quella al Marini nel ’93, dove si sono visti dei piccoli capolavori, poi di nuovo scomparsi. Tra le raccolte, quella di maggior interesse è sicuramente rappresentata dalla Raccolta Alberto Della Ragione, da vari anni segregata nel Forte Belvedere e inaccessibile, la quale comprende 241 opere di pittura e di scultura di artisti come Enrico Prampolini, Arturo Martini, Felice Casorati, Carlo Carrà, Gino Severini, Giorgio Morandi, Renato Guttuso, Scipione, Renato Birolli, Giorgio De Chirico e Lucio Fontana. Anche in questo caso, Ragghianti ebbe un ruolo determinante nella successiva acquisizione delle opere. “Proprio da lì infatti, vengono alcuni tra i pezzi più belli di scultura, come la sensuale Pisana di Arturo Martini e i Cavalli marini di Lucio Fontana. Le sculture saranno 12 in tutto, e includeranno Emilio Greco e Pietro Consagra, e tra i pezzi più belli posso anticipare che esporremo, nei 700 mq delle 7 sale della GAMC, un magnifico Virgilio Guidi, del ’65, un Fontana dello stesso anno, Aligi Sassu, Galileo Chini, Cagli, artisti locali come Vinicio Berti e Mario Marcucci, gli astrattisti. Insomma, è stato importante creare un asse tra il capoluogo e la costa, così da poter domani collaborare al nuovo museo”.

Sironi-bassa_thumb.jpgCon l’esperta ricercatrice Giovanna Uzzani, autrice di un saggio in catalogo, abbiamo provato a indagare sul reperimento di così tante opere, perché per anni, una parte l’abbiamo vista appesa nelle sale degli uffici di Palazzo Vecchio, o in quelli di Palazzo Vivarelli. “Questa mostra servirà anche da monito e da memento, non vuole essere un risarcimento. E’ stata una specie di caccia al tesoro quella fatta da Belluomini nell’archivio del Comune, perché in gran parte le opere erano disperse negli uffici e diversamente collocate da come appariva segnalato”. E a che punto sono i lavori per il Museo del Novecento Fiorentino, avete fatto un sopralluogo? “Sono ancora fermi al piano terra. L’assessore alla cultura se n’è andato e sembra che tutto si sia bloccato”. E’ una storia che abbiamo già sentito, ci sembra. (Nelle foto: Arturo Martini, Felice Casorati, Mario Sironi)

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