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Il Bargello per Dante: “Onorevole e antico cittadino di Firenze” Cultura

Firenze – Giovanni Villani, nella Nuova cronica definisce Dante Alighieri «Onorevole e antico cittadino di Firenze».  Il tempo in cui scrive e gli avvenimenti avevano sciolto le rivalità che costrinsero all’esilio Dante e già si iniziava a costruire la sua immagine di letterato virtuoso. Ora quelle parole dello storico e mercante di Firenze fanno da titolo alla mostra che il Bargello dedica al Sommo poeta. Da qui, dalle prime tracce biografiche di Dante inizia il viaggio alla scoperta della riconciliazione tra la città e il suo illustre cittadino.

Da martedì 11 maggio fino all’8 agosto 2021, nelle sale del Bargello che videro Dante Alighieri come prima come prio­re e poi condannato all’esilio, e a morte, il 10 marzo 1302, è allestita la mostra che intende ricostruire e approfondire il rapporto tra Dante, il Bargello e Firenze.

La sfortuna per il poeta iniziò con la cacciata della fazione bianca di cui faceva parte. Ma già pochi anni dopo la sua morte, nel 1337, Firenze recupererà l’immagine dell’uomo che solo 35 anni prima fu cacciato dalle sue mura. Fu appunto in quell’anno che il notaio fiorentino Francesco di ser Nardo da Barberino concluse la copia di uno dei codici fondamentali della Commedia. Nella miniatura che fregia la prima pagina del Paradiso, Dante è raffigurato mentre riceve da Apollo l’alloro poetico.

Non a caso proprio nella cappella del Bargello, in un affresco di Giotto di Bondone e della sua scuola è raffigurato Dante tra le schiere degli eletti nel Paradiso, con gli attributi tipici del poeta.

La mostra prende il via da ricerche che da oltre venti anni hanno focalizzato l’attenzione verso due aspetti: la tradizione materiale delle opere di Dante, e l’interpretazione di chi per primo ha avuto la possibilità di leggere la Commedia. Un’elaborazione profonda che individua prospettive e metodologie differenti ma che aiutano a comprendere la complessità della Commedia.

Le sei sezioni presentano luoghi e personaggi che hanno partecipato al recupero po­stumo dell’Alighieri e della sua opera, alla fine del Trecento. Tra quelli che hanno permesso di tramandare gli scritti danteschi ci sono copisti, miniatori, commentatori e lettori del poema, volgarizzatori di testi classici e medievali. Una fitta rete di rapporti e di storie che hanno messo al centro la Commedia e proprio in relazione ad essa sono nate soluzioni artistiche e codicologiche. Sono queste voci antiche a riunire Dante e la sua città anche grazie alla sua scelta di una lingua condivisibile.

In questo contesto si inserisce l’opera di Giovanni Boccaccio che tratteggia il Sommo Poeta in modo tale da farne un simbolo nel corso dei secoli che resiste fino ad oggi.

Boccaccio copiò tre volte la Commedia, associata alla Vita nova e canzoni. Uno di questi tre esemplari autografi che risale agli anni 1350-1355 circa, si apre con il Tratta­tello in laude di Dante, una biografia del poeta. Quel prezioso libro, attualmente a Toledo, è stato inviato in via del tutto eccezionale alla mostra di Firenze.

In esposizione, oltre al testo del Boccaccio prestato dall’Archivo y Biblioteca Capitulares di Toledo, ci sono circa cinquanta tra manoscritti e opere d’arte provenienti da biblioteche, archivi e musei internazionali, dalla Galleria dell’Accademia di Firenze, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, alla  Biblioteca Medicea Laurenziana e alla Biblioteca Riccardiana; enti co-promotori della mostra, dalla Biblioteca Apostolica Vaticana alla Biblioteca Trivulziana di Milano, dalla Bibliothèque nationale de France di Parigi e al Metropolitan Museum of Art di New York.

Un accordo istituzionale con la Fondazione Teatro della Toscana e con l’Associazione Oltrarno, ha permesso di inserire nel percorso museale una serie di registrazioni audio, alcuni testi, nella lingua fiorentina del Trecento con le voci dei giovani attori della scuola diretta da Pierfrancesco Favino.

La mostra, progettata per consentire livelli di lettura differenziati, non si rivolge solo agli studiosi ma soprattutto al grande pubblico, con particolare attenzione ai bambini e ai ragazzi – afferma Paola D’Agostino, Direttore dei Musei del Bargello –. La collaborazione istituzionale tra i Musei del Bargello e l’Università di Firenze è stata fondamentale per il ruolo cardine dei curatori, professori dell’Ateneo fiorentino, ed è stata inoltre un’occasione formativa per studenti, dottorandi e giovani studiosi, impegnati nel progetto. In questi tre anni abbiamo pure voluto coinvolgere diversi istituti e realtà per creare un progetto condiviso a più livelli, tra istituzioni d’eccellenza fiorentine e toscane”.

La mostra al Museo Nazionale del Bargello è stata realizzata in collaborazione con l’Università di Firenze e curata da Luca Azzetta, Sonia Chiodo e Teresa De Robertis, professori dell’Università di Firenze, con un contributo e il patrocinio del Comitato Nazionale Celebrazioni 700° anniversario della morte di Dante Alighieri e il patrocinio del Comitato “700 Dante” coordinato dal Comune di Firenze.

«Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante

11 maggio – 8 agosto 2021

Per info: www.bargellomusei.beniculturali.it

 

In foto:

Firenze, Palazzo del Podestà (Museo del Bargello) – Ritratto di Dante (Giotto e scuola giottesca)

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