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Il benessere dei cittadini: a che gioco giochiamo? Opinion leader

Prato – Nella nostra Costituzione, cioè la carta fondamentale sulla quale si fonda la Repubblica italiana, sono stabiliti i diritti e i doveri dei cittadini e dello Stato stesso, non essendo lo Stato sciolto (solutus)  dalle leggi, ma sottoposto ad esse. Fra i doveri dello Stato vi è quello di fare stare bene i cittadini, assicurandogli l’istruzione, il lavoro, la sicurezza sul lavoro, la libertà di espressione, etc.

Magari non ci pensiamo mai ma il benessere dei cittadini è fondamentale per il benessere dello Stato, specie in uno stato che vuole essere realmente liberale, tanto che gli USA hanno inserito il diritto alla felicità fra i diritti fondamentali dei cittadini. Un cittadino che sta bene lavora bene, porta lavoro allo Stato, cioè Pil positivo. Un cittadino che sta male va curato, specie in un moderno stato sociale, e costituisce non solo un costo per lo stato ma anche un mancato guadagno, non potendo un cittadino malato lavorare e quindi costituire Pil positivo.

Quindi un cittadino malato, nel fisico o nella mente, costituisce un meno nel Pil nazionale. Questo elementare concetto economico deve sembrare molto difficile da capire ai governanti italiani del dopoguerra, di certo incomprensibile a quelli degli ultimi anni. Questo almeno vedendo come si muove la comunicazione sociale adesso  e  come si muove la scuola.

Quanto alla scuola, con eccezioni positive dovute ai singoli insegnanti, abbiamo una scuola elementare creata nel dopoguerra per insegnare a leggere e scrivere ad una nazione ampiamente analfabeta, con insegnanti preparati a quello fare. Peccato che siano passati quasi settanta anni di un periodo di enormi cambiamenti e agli aspiranti cittadini non basta saper leggere e scrivere, ma occorrono una serie di competenze diverse, soprattutto occorre un pensiero critico ed una capacità partecipativa che l’attuale scuola non fornisce.

La scuola è ferma al 1800, il mondo è oltre. Capirlo non è difficile ma niente viene mutato, non si fornisce ai cittadini una scuola in grado di formarli adeguatamente per affrontare la realtà. Altrettanto particolare l’atteggiamento verso il gioco d’azzardo, fattore di pericolo e anche di rovina. Quest’estate notavamo che in Spagna i luoghi di gioco sono nascosti e oscurati mentre i sexy-Shop sono alla luce del sole, come in Francia del resto.

In Italia è esattamente l’inverso: si nascondono i sexy- Shop come se potessero essere dannosi mentre si propone ovunque il gioco d’azzardo, fintamente nascosto in una saletta a parte ma ben visibile. La sessualità è un elemento positivo di crescita della personalità mentre il gioco d’azzardo è una terribile dipendenza distruttiva: perché si favorisce la distruttività e non la costruttività’? Perché si cerca di allevare dei sudditi sottomessi invece che dei cittadini consapevoli?

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