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Il Big Bang di Renzi è partito dalle primarie Politica

Qualche minuto di ritardo per i tanti impegni televisivi, ne hanno parlato in contemporanea Lilly Gruber e Giuliano Ferrara, e poi si è alzato il sipario sul Big Bang di Matteo Renzi alla stazione Leopolda. Cinque minuti a testa per tutti coloro che salgono sul palco, la regola del gioco è chiara, cinque minuti per dire cosa si farebbe se si fosse a Palazzo Chigi. La prima serata non ha tradito le attese, si è parlato di tutto: dalla green economy ai Gormiti, i piccoli mostri che fanno impazzire i nostri bambini, dal rinnovamento della classe dirigente alle primarie del centrosinistra. Proprio questo è stato il tema che ha animato la discussione per tutto il giorno. Il segretario del Pd Bersani ha aperto la corsa a tutti con una intervista al Messaggero, uno spiraglio nel quale Renzi si è gettato a capofitto: “oggi anche il centrodestra parla di primarie, ci mancherebbe che non le facessimo noi che le abbiamo inventate in Europa – ha detto prima di salire sul palco come gran cerimoniere – Zingaretti aspira a essere candidato leader, Vendola certamente correrà – ha poi aggiunto facendo l’elenco dei possibili candidati – mentre Di Pietro no, credo che voglia solo un po' di voti per sé. Ritengo che possa correre anche Rosy Bindi mentre Debora Serracchiani non credo abbia questa mira".

Ad aprire i lavori è stato Davide Faraone, consigliere regionale in Sicilia, colui che ha inventato lo slogan Big Bang: “Siete tantissimi, quindi non siete andati tutti a Napoli – con un riferimento all’altra convention che il partito ha organizzato nel capoluogo campano come formazione per la futura classe dirigente del mezzogiorno – Il nostro Big Bang spaventerà chi non vuole cambiare – ha proseguito -. In questa tre giorni parleremo solo di bella politica".  Come lo scorso anno tanti i video proiettati sul maxischermo, il primo ha mostrato una raccolta degli interventi del Ministro Umberto Bossi, ma c’è stato spazio anche per Corrado Guzzanti e le sue imitazioni di Giulio Tremonti.

Renzi, in camicia bianca e con davanti pc e cellulare collegati su Facebook e Twitter, ha condotto la serata attraverso un microfono in stile radiofonico, lo stesso che dodici mesi fa divideva con Pippo Civati,  presentando le persone che salgono sul palco e introducendo il contenuto dei contributi.  I suoi cinque minuti arriveranno all’ora di pranzo di domenica.

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