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Il biomattone ora è anche made in Italy Ambiente

Lo scorso anno Equilibrium, impresa lombarda che opera nel settore della bioedilizia, ha introdotto in Italia il biomattone realizzato di fibra legnosa di canapa e calce, per costruire edifici in biomateriali ad elevata efficienza energetica (fino al 40% del risparmio) e ad impatto ambientale molto ridotto. Le proprietà del biomattone (20×25 cm, disponibile negli spessori di 10, 12, 15, 20 e 25 cm) sono infatti isolamento termo-acustico, grazie alle caratteristiche intrinseche della fibra legnosa, salubrità degli ambienti e permeabilità al vapore legati al maggior potenziale di traspirazione dei suoi componenti. Il mattone innovativo per il nostro paese, era già utilizzato in Francia, ad esempio, da ben venti anni. Dalla scorsa primavera, quando Equilibrium ha presentato il prodotto alla fiera milanese del Consumo critico e degli stili di vita sostenibili "Fa' la cosa giusta", l'impresa si è creata un  mercato,  ha proseguito ricerche e sperimentazione sul nuovo materiale, ed è cresciuta da due a sette unità di personale impiegato. Infine Equilibrium, il cui slogan è "Equilibrio naturale costruito", che ci ricorda il "Design with nature" di MacHarg, è riuscita a mandare in produzione i suoi biomattoni in un ex stabilimento di cemento.
"Da due persone che formavano l'azienda a inizio 2011 siamo diventati sette, e la nostra ricerca e sviluppo ci ha portati alla creazione di applicazioni e tamponamenti sempre più efficaci – ha spiegato Paolo Ronchetti, general manager di Equilibrium -. Abbiamo potuto avviare la produzione in proprio in uno stabilimento che prima sfornava cemento e ora realizza un materiale decisamente più amico delle persone e dell'ambiente".
E' così che Equilibrium porterà alla edizione 2012 della fiera “Fa' la cosa giusta”, che si svolgerà a Milano il 30 marzo e il 1° aprile, il biomattone non solo interamente prodotto in Italia, attraverso una riconversione industriale che strizza l'occhio alla vegetecture, ma anche in una nuova veste migliorata.

Non è un mattone che assimila CO2 (anidridi carbonica), perchè per questo dovrebbe essere costruito con canapa o altro vegetale vivente, ossia che fa fotosintesi, reazione fotochimica che permette alle piante di assimilare la C02 in carbonio. Il legno di cui si compone però il mattone è stato prodotto (costruito) naturalmente dalla canapa mediante fotosintesi. Produrre questi biomattoni, per impiegarli nella costruzione di case ed altri edifici, contribuisce quindi ad accumulare in blocchi la CO2 che come noto ha raggiunto concentrazioni tali da divenire un gas inquinante clima-alterante. In questo senso il biomattone contribuisce a contrastare i cambiamenti climatici.
E il ciclo di vita del biomattone?  Sembra che gli edifici in biomattoni abbiano una durata se non illimitata, certamente lunga fino ad almeno 60 anni, e certamente non ci son problemi di smaltimento a fine ciclo: i mattoni e suoi residui da un lato sono biodegradabili, dall'altro possono essere rimpastati con acqua per produrre nuovi biomattoni ed esseri così riutilizzati nella filiera edilizia.

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