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Rallenta la cig a luglio, ma non calano i lavoratori in difficoltà Economia

I dati di luglio sulla cassa integrazione evidenziano un rallentamento, in linea con la tendenza nazionale, della Cig anche in Toscana. La notizia, di cui dà conto la Cgil Toscana, non è tuttavia così positiva come potrebbe sembrare a primo acchito: il dato risulta infatti alterato al ribasso, come spiega una nota dello stesso sindacato, “dal blocco dei finanziamento operato sulla cassa in deroga, ragione per la quale, le domande non vengono approvate, ma le sospensioni del lavoro ci sono state e i lavoratori sono senza salario”. Insomma, se si riducono le ore di Cig, tuttavia non si riducono i lavoratori in difficoltà.

Analizzando il mero dato statistico, nell’aggregato gennaio-luglio ( un periodo che secondo la Cgil ha un'attendibilità molto alta in quanto non misura le oscillazioni di breve periodo) il valore complessivo delle ore approvate dall’Inps risulta tuttavia superiore di ben 29.969.208 ore al dato dello scorso anno, pur al netto del fenomeno illustrato sopra, vale a dire dei lavoratori comunque incappati nella sospensione del lavoro e dello stipendio nel blocco dell'erogazione della Cig in deroga.

Ne consegue che, se il dato “ufficiale” della cassa in deroga risulta di poco più di 8,4 milioni di ore secondo l’Inps, il dato complessivo delle domande pervenute comprese quelle in attesa di approvazione per mancato finanziamento, superano al 31 Luglio 14,7 milioni, con 20.500 lavoratori in attesa di risposte solo in Toscana, che diventano circa 300.000 in ambito nazionale.
Ne consegue anche che l’aumento effettivo della cassa nei primi 7 mesi in Toscana, si assesta poco sotto un + 20% con 35.624.727 ore richieste.

La crescita che riguarda la cig in deroga investe anche quella ordinaria. Si parla infatti di 8.253.085 ore contro le 6.631.769 del 2012 (+24%). Cresce anche la straordinaria, per aziende di maggiori dimensioni e in crisi non congiunturale, 12.871.642 contro le 11.919.065 del 2012 (+14,8%).

Emerge dunque un quadro assai precario dell'economia regionale, confermando le linee di quello già messo in evidenza nel rapporto congiunturale presentato a luglio insieme all'Ires, accentuato, si legge nella nota del sindacato, “dalla carenza di risorse per gli ammortizzatori, dall’esaurimento di questi per molte imprese, dalle politiche di taglio ai bilanci di molte amministrazioni che si traducono in riduzioni di orario e part time involontari per molti lavoratori e lavoratrici delle aziende degli appalti, dall’aggravarsi della crisi di settori strategici quali l’edilizia o la siderurgia, che anche sul nostro territorio stanno avendo un impatto molto pesante. Il tutto in un quadro di riduzione ulteriore dei finanziamenti ad imprese e famiglie da parte del sistema bancario come certificato dalla stessa Bankitalia e da un’impennata dei fallimenti e dei concordati dai quali, quando va bene riparte un’attività ridotta come dimensione di impresa e lavoratori”. E a maggior conferma della negatività della situazione generale, giunge anche l'aumentata rilevanza del numero dei lavoratori in mobilità o disoccupazione.

Una situazione pesante che, secondo il responsabile del mercato del lavoro per la segreteria della Cgil Toscana Daniele Quiriconi, richiede “interventi non ordinari a favore del lavoro e della redistribuzione del reddito che favoriscano i consumi che continuano a decrescere, più che misure simboliche da campagna elettorale, l’immediato rifinanziamento degli ammortizzatori, magari attraverso la riduzione di programmi militari in questo momento velleitari, lo sblocco della contrattazione anche nel pubblico impiego verso il quale invece si profilano nuovi tagli salariali e agli organici. Difficile che questa sia la strada della ripresa annunciata. I fatti, al di là della propaganda, hanno la testa dura.”

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