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Il calcio che unisce: sfida a Fiesole migranti-Comune Società

Fiesole (Firenze)  – Si giocherà venerdì prossimo 30 luglio alle 21 la partita di calcio che vedrà contrapposti Comune di Fiesole-Super Aquile della Nigeria. Si tratta di una partita di calcio a undici tra i rappresentanti del comune e i dodici migranti ospiti del Seminario Vescovile di Fiesole che giocheranno, insieme ad alcuni membri del Seminario, all’impianto Poggioloni delle Caldine.

E dalla partita nasce l’occasione “per far sentire la vicinanza della popolazione fiesolana a questi giovani che hanno attraversato il deserto e fatto un viaggio così drammatico per arrivare nel nostro paese”, come si legge nella nota del Comune. In campo, ad affrontare le Super Aquile, ci saranno assessori, consiglieri e dipendenti comunali.

Il gruppo di dodici migranti sta seguendo con successo un percorso di integrazione che prevede un corso di italiano, oltre ad aiuti al Seminario e al Comune con piccoli lavoretti. Ma quella sfumatura in più che costituisce l’accoglienza sarà senz’altro data dal linguaggio universale dello sport, in partciolare di uno sport universale come il calcio.

La gara è stata pensata e fortemente voluta dall’assessore ai Servizi ai Cittadini con delega al Sociale, Francesco Sottili che così commenta l’iniziativa: “Volevamo far sentire a queste persone la nostra vicinanza e che fanno parte della comunità e quale miglior modo che una partita di calcio in cui alla fine ci scambieremo le maglie. Il buon esito dell’accoglienza di questi dodici migranti si deve alla collaborazione del Seminario Vescovile e alla riuscita del progetto toscano di ospitare queste persone in piccole strutture che permettono un miglior inserimento nel tessuto sociale. Speriamo che gli abitanti del Comune accorrano numerosi per vedere all’opera in maglietta a pantaloni corti i loro rappresentanti”.

Il Rettore del Seminario di Fiesole, don Gabriele Bandini, che sarà uno degli undici in campo, ha commentato in maniera molto positiva l’iniziativa: “La situazione di queste persone non è semplice hanno lasciato tutto, famiglia e affetti per arrivare in un posto sconosciuto e in un’altra cultura. Qui da noi si trovano bene, ma il fatto che la legge gli impedisca di lavorare li fa sentire sospesi e non è certo piacevole. La partita di venerdì però è importante per conoscere il territorio e soprattutto per sentirsi accolti dalla gente esterna e non solo da coloro che gravitano intorno al Seminario. Queste iniziative permettono loro di non sentirsi guardati con sospetto, ma di sentirsi parte di un contesto comune”.

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