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Il calcio è un mistero, soprattutto quello della Fiorentina Sport

Firenze – Ci ricordava a ragione Gianni Brera che il calcio è un mistero infinitamente bello. Misterioso lo è in effetti quasi sempre, perché basta un niente, un filo d’erba o un soffio degli dei, per mandare il pallone in gol o in autogol. Bello, invece, dipende molto dalle circostanze.

Per esempio: Fiorentina – Spal è stata una brutta partita, ma non senza misteri. Qualcuno sa dire per quale segreto motivo ieri la Fiorentina è scesa in campo contro la Spal, ultima in classifica, praticamente senza attacco e con una difesa a cinque come se avesse dovuto battersi con il Real Madrid?

E qualcuno può spiegare perché, pur disponendo di ben tre giovani e gagliardi centravanti, di cui uno appena comprato per soli 19 milioni (che poi sarebbero 37 o 38 miliardi delle vecchie lire, cifre da capogiro), è stato schierato titolare tal Kevin-Prince Boateng, che non azzecca una neanche a farlo apposta, evidentemente spompato alla modica età di 32 anni dalla bella ex velina Melissa Satta?

Eppure era una partita delicatissima, da vincere a tutti i costi per rattoppare una classifica paurosamente periclitante. Chiesa, poveretto, attaccante non è e lo sanno ormai anche i sassi. E che Boateng abbia difficoltà a tenersi in piedi come il mitico El Tanke e sotto gli occhi di tutti da un pezzo. Come sperava di far gol il volenteroso nuovo mister Giuseppe al secolo Iachini? Difatti i primi 45 minuti sono trascorsi amabilmente senza la bellezza di un tiro in porta. Una prestazione al limite dell’inguardabile che pare abbia mandato in bestia il patron Commisso.

Ora, e sarete d’accordo anche voi, quando uno sente di non farcela più granché bene farebbe a dire è stato bello, arrivederci e grazie. Farsi compatire è il peggio che può capitare a un vecchio campione. D’altra parte non si capisce come si sia potuto immaginare di rinforzare la Viola ingaggiando uno che già faceva panchina in squadre di minor valore. Misteri non del calcio, ma del calcio mercato.

Comunque, sostituito prima Boateng con Vlahovich, poi Chiesa con Cutrone, la Fiorentina ha messo in mostra se non altro maggior grinta, confezionando alcune palle gol uscite di un niente. Ma, di nuovo, si sono viste le difficoltà di manovra, con una regia (Pulgar) assai approssimativa, e il cavallo di Razza Castrovilli correre e dribblare da par suo, ben combattivo ma in un contesto di squadra sfilacciato, mobile ma senza una vera logica.

E buon per Commisso che la Spal ha fallito l’occasione più ghiotta, quando lo spallino Valoti da pochi metri ha spedito sul fondo uno scavetto malizioso che ha scavalcato il portiere Dragowski facendo venire un mezzo infarto alla tifoseria viola. Eravamo intorno all’ottantesimo. Se il pallone fosse entrato saremmo qui a commentare un ennesimo disastro, perché assai difficilmente la Fiorentina sarebbe riuscita non a vincere, ma almeno a pareggiare.

Una sconfitta avrebbe prodotto una crisi di nervi generale, una depressione di tutto l’ambiente e creato davvero i presupposti per una ignominiosa retrocessione. Ma la fortuna è venuta in soccorso due volte nel giro di pochi minuti: al 79° l’errore di Valoti, all’81° il bel gol di testa di Pezzella che si riscattato dall’aver in qualche modo favorito il pareggio domenica scorsa a Bologna. Vittoria scacciacrisi? No, però un brodino caldo non può far male.

Sbaglierò, ma ho l’impressione che la Fiorentina abbia i giocatori per chiudere degnamente questo campionato di transizione. Fossi in Commisso eviterei fare acquisti ora che il mercato non offre che ripieghi. Il compito di Iachini è di motivarli, di dare dignità al gioco, ossia di trovare la quadra, scherzando con le parole, in una squadra che sembra averla persa.

Deve però spiegare ai Boateng e alle varie ambizioni rischiose che in campo deve andarci chi ha gambe, fiato e cervello. Presto tornerà a disposizione Ribéry, quindi in attacco non manca nulla. C’è semmai da registrare il centrocampo, vecchio problema. Badelj è stato un riacquisto sbagliato. Giusto sostituirlo con Benassi che almeno è più muscolare e più capace di far gol. Pulgar è un regista inventato e si vede. Tra l’altro non si capisce perché abbia l’esclusiva sui calci da fermo, quando fa quasi sempre cilecca.

Ma è anche questo un mistero, uno dei tanti che il calcio ci offre. Specie il calcio della Fiorentina. Sabato sera ci aspetta il Napoli, un altro grande malato. Possiamo fare solo un augurio: that win the best.

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