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Il Cammino per Santiago – Viaggio on the road alla ricerca di un figlio perduto Cinema

Tom è un oftalmologo in perenne conflitto con le decisioni del figlio Daniel, che ha abbandonato il dottorato per inseguire il sogno di diventare un grande antropologo viaggiando per il mondo. Durante il suo viaggio sul Cammino per Santiago, Daniel, incappato in una tempesta, muore. Il padre abbandona tutto e parte alla volta della Francia per recuperare il corpo del figlio, ma presto decide di intraprendere a sua volta il cammino verso Santiago de Compostela. Credendo di farlo per permettere al figlio di completare il pellegrinaggio, Tom si incammina per un viaggio lungo ottocento chilometri che lo porterà a conoscere tre persone speciali che lo accompagneranno per tutto il viaggio e lo spingeranno a scoprire cosa rappresenta il Cammino per lui.

“Il Cammino per Santiago” non è un film religioso né una pellicola sulla religione. Questa spesso non ha nulla a che fare con il cammino vero e proprio. Infatti questo famoso pellegrinaggio è intrapreso ogni anno da decine di migliaia di persone di cui una buona fetta non si reputa affatto religiosa. È il viaggio spirituale di una persona l'elemento importante. Che sia un viaggio in solitaria o in compagnia proprio il tema del viaggio è il fulcro centrale di ogni opera on the road. E forse, contrariamente al detto comune, è importante anche la meta oltre al cammino per raggiungerla.

Emilio Estevez ci propone una visione molto personale sul difficile rapporto che spesso intercorre tra un padre e un figlio. Chi quindi meglio di suo padre, l'attore Martin Sheen, poteva interpretare il ruolo del protagonista della pellicola. Proprio il rapporto di parentela tra regista e attore crea quel valore aggiunto che sarebbe mancato altrimenti. Sapere che sono gli occhi di un figlio a riprendere e dirigere l'interpretazione del padre, sarà melenso, ma dona un vero e proprio significato alla pellicola.
Sempre bravo il grande Martin Sheen, attore di grandi classici come “Apocalypse Now” e “La Rabbia Giovane”, a interpretare un padre distrutto dal dolore, ma che tiene tutto dentro, lasciando trapelare solo in alcuni instanti, con un semplice sguardo, quel terribile dolore che deve essere la perdita di un figlio. Ottima anche la regia di Estevez che riesce a inquadrare amorevolmente il padre ma mettendo in luce quel dolore intimo che non traspare dalla recitazione. “Il Cammino per Santiago” è un film di immagini che fa largo uso della musica per accompagnare la visione dei meravigliosi paesaggi spagnoli attraversati dal suo protagonista Tom, in un viaggio che parte come gesto intimo e solitario per poi trasformarsi lentamente in un atto comunitario. Perché solo con l'aiuto di chi ci circonda si riesce a superare qualsiasi dramma.

La pellicola di Estevez è un bel film che sarebbe potuto risultare migliore. Forse eccessivamente retorico in alcune sue parti e nello stereotipare gli incontri di Tom, dall'olandese che si fa le canne e intraprende il cammino per dimagrire, alla donna vittima di violenze e di un aborto fino allo scrittore che non riesce più a scrivere.
Tutto sommato però la pellicola funziona egregiamente anche se qualche taglio, di almeno una ventina di minuti, avrebbe reso lo scorrere del film più fluido e intimo risultando in qualche sbadiglio di meno. Se avete percorso il Cammino e volete assaporare nuovamente quei paesaggi o siete interessati a godervi un bel film sulla perdita e sull'accettazione, questa pellicola è sicuramente da vedere.

Regia: Emilio Estevez
Sceneggiatura: Emilio Estevez
Genere: Drammatico
Nazione: USA
Durata: 123'
Interpreti: Martin Sheen, Emilio Estevez, Deborah Kara Unger, Yorick van Wageningen, James Nesbitt, Romy Baskerville, Renée Estevez
Fotografia: Juan Miguel Azpiroz
Montaggio: Richard Chew, Raúl Dávalos
Produttore: David Alexanian, Emilio Estevez, Julio Fernández, Lisa Niedenthal, Toni Novella

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