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Il Camper di Renzi tra curiosità e battute Politica

L’ultimo "acquisto"di Matteo Renzi si chiama Therry, è lungo 7 metri e 28 centimetri, largo 2 metri e 33, alto 3. E’ il camper – in queste ore gli tolgono la cucina per sostituirla con una saletta riunioni da otto posti – con  cui Matteo Renzi dal 13 settembre girerà l'Italia per le primarie del Pd. Nelle officine dell'industria costruttrice, la Giottiline di Barberino Val d'Elsa, si lavora in modo febbrile da giorni per personalizzarlo velocemente. Il camper, un classico camper da vacanza-viaggi, sarà adattato secondo i desideri-necessità della campagna, così dell'originale resterà la mansarda sopra la cabina guida, che sarà utilizzata da Renzi per dormire nei momenti vuoti. Spariranno invece la cucina e gli arredi della sala pranzo, al loro posto verrà rimodellata una zona con sala riunioni, adatta anche a limitate conferenze stampa, da otto posti. Garantite le connessioni internet, tv, radio e per la telefonia cellulare. Due le postazioni fisse per computer. Resta semi-integro, invece, il reparto notte, dove comunque qualche letto volante sarà tolto. I finestrini saranno rinforzati, così come quello del bagno. Frigo bar e illuminazione  con luci a led, le rifiniture di pregio.

Ieri incaricati di Renzi hanno consegnato all'azienda loghi e materiali plastici adesivi con cui rivestire la carrozzeria. Therry avrà anche un gemello, un altro camper simile, della stessa linea, in modo che uno sarà posizionato al Nord, l'altro al Sud, in modo che i due mezzi, per tre mesi, possano gravitare sempre vicino alle città che ospiteranno comizi e incontri pubblici del rottamatore Renzi. Un modo per consentire al candidato di avere subito un punto di appoggio nei luoghi delle sue iniziative, usando così i camper come avamposti mobili nelle frequenti incursioni avanti e indietro, ma sempre da Firenze.

Infatti anche ieri, ai giornalisti, Renzi ha confermato che intende continuare ad interessarsi della città: “Faremo in 3 mesi part time più cose di quanto molti parlamentari hanno fatto in tre legislature a Roma – ha detto – i fiorentini sono persone serie: sanno perfettamente che noi stiamo lavorando per questa città, con i nostri limiti e punti di debolezza ma mettendoci il cuore. Firenze è parte del Paese, in un mondo normale il Sindaco di Firenze ha un ruolo di leadership nazionale. E' chiaro che deve essere collegato a una attenzione profonda ai problemi della città e mi pare che l'attenzione profonda ai problemi della città non sia mai mancato. I fiorentini afferma Renzi – sono orgogliosi che il Sindaco della loro città abbia la possibilità di giocare un ruolo di leadership nazionale, perché da sempre Firenze svolge un ruolo di leadership nazionale. Avere paura di questa vicenda nasce dal fallimento di un'intera generazione di dirigenti della sinistra fiorentina che per anni non sono stati capaci di rappresentare la sinistra con ruolo di grande responsabilità nazionale”.

Intanto oggi Renzi incassa – a sorpresa – un piccolo appoggio dal Pdl: Monica Castro, capogruppo del Pdl a Calenzano, popoloso comune a vocazione industriale nella Piana tra Firenze e Prato, guidato dal Centrosinistra, ha annunciato di voler votare ed aiutare Matteo Renzi alle primarie del Pd, pur senza lasciare il suo partito.

“La mia simpatia verso il Sindaco di Firenze non è mai stata un segreto – afferma la Castro, 37 anni, madre di due figli, sindacalista dell'Ugl – l'altro giorno a Viareggio l'ho ascoltato, l'ho salutato e ho deciso di votarlo alle primarie, anzi, visto che il mio partito non le farà, potrei aiutarlo a fare campagna elettorale sul mio territorio. A dicembre ci misi la faccia e forse qualcosa di più – ricordala Castro che per protesta contro i primi aumenti di tasse del governo Monti si spogliò davanti al consiglio comunale – ma oggi in questo deserto politico ho finalmente visto una persona nuova che ha le mie stesse idee, la mia solita età e soprattutto molto coraggio come me. Qualcuno del mio partito ma anche del Pd, dopo le mie dichiarazioni su Fb, si è scandalizzato. Rispondo che nel novembre 2011, Pdl e Pd decisero di appoggiare il Governo Monti per il bene del paese, per lo stesso 'bene' io oggi decido di aiutare un politico nuovo che mi ispira fiducia”.

Chissà che alla fine la Castro non si riveli essere una novella Mata Hari addestrata dal Pdl, dopo lo strip tease di dicembre gli “ingredienti” ci sono tutti.

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