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Il candidato forzista Mugnai sfida Rossi: “Ribalteremo la Sanità” Politica

Firenze – Sarà anche giunto in ritardo dopo il gran lavorio interno a Forza Italia per scegliere un nome, anzi, “il” nome, ma Stefano Mugnai, candidato forzista “alternativo” al presidente regionale uscente Enrico Rossi, di voglia di combattere ne ha da vendere. Tant’è vero che, appena giunto all’appuntamento con la stampa in tarda mattinata in piazza della Repubblica, comincia subito, sollecitato dai cronisti, a mettere in fila i punti su cui la battaglia a Rossi diventerà incandescente: dalla Sanità, materia che Mugnai conosce molto bene e di cui s’è occupato a lungo nella sua carriera di consigliere regionale, alle politiche sui migranti e l’accoglienza in cui si trova nello scomodo ruolo di dover strappare voti a uno scatenato Salvini per l’interposta persona del candidato Claudio Borghi.

Intanto, la questione dell’unità del centrodestra, o meglio, dell’emersione di un candidato che possa metter insieme tutto il centrodestra, viene elegantemente liquidata da Mugnai: “Manteniamo aperte le porte ai contatti, fino all’ultimo minuto, con le altre forze del centrodestra”. Non solo Fratelli d’Italia, a tutt’oggi intenzionata a correre con Giovanni Donzelli e non solo la Lega, ma anche le liste civiche dell’area.

Ma ciò che preme a Mugnai è in buona sostanza infrangere la tradizione della Toscana rossa, ovvero di una terra in cui i numeri del centrodestra non sono mai stati tali da consentire una vera alternanza al governo della regione. “Del resto – spiega il candidato azzurro – è anche vero che il sistema di potere della sinistra ha in buona parte radicato una struttura capace di creare anche una rete clientelare”, molto difficile da sradicare, secondo l’azzurro. Sì, ma “la nostra – dice – è l’unica alternativa reale e completa al potere della sinistra”. Del Pd, insomma.

Del resto – spiega Mugnai – siamo davanti a un sistema ormai senza forze, basato sulla rete diffusa di interessi della sinistra, a una zavorra burocratica frutto di una precisa scelta politica che vede un ritorno di tipo clientelare”. Ed è proprio per l’esaurirsi di questo modello, che “ci sono – secondo Mugnai – le condizioni per l’alternativa”.

L’alternativa, dunque. Che parte da alcuni punti “forti”: la Sanità, ad esempio, che, a fronte della politica attuale ascrivibile al presidente uscente Rossi, vien definita “pericolosa”, “un errore di Rossi”, “che accorpa le Asl ma aumenta le poltrone”, “non aggredisce gli sprechi”, “attua una vera discriminazione sanitaria fra le varie zone della Toscana”: “E’ necessario ribaltarla – dice Mugnai – con un metodo nuovo: più merito e territorio, meno politica e poltrone”.

Oppure il Sociale: al centro la persona, tagli alla burocrazia e bonus bebè, ma anche una grossa importanza al privato sociale e al volontariato. Insomma, sembra di capire che l’asso nella manica sia la valorizzazione del terzo settore, che in questo momento è tirato per la giacchetta un po’ da tutti, ma nello stesso tempo, dopo le inchieste romane, fa capire di aver bisogno di più controlli.

Del resto, è lo stesso Mugnai che, in un altro passaggio del suo discorso, adombra proprio le vicende della capitale: sulla questione immigrazione, infatti, commenta: “L’accoglienza di Rossi è solo una presa in giro. Dice che ci si rivolgerà solo al volontariato, ma non si potrà fare a meno delle cooperative e degli appalti”. Con tutti i rischi che si possono immaginare, secondo Mugnai. E quanto ai migranti che la Toscana accoglie, Mugnai chiede: “Qual è il punto di saturazione sociale?” e propone una “programmazione vera dell’accoglienza, senza più sindaci che si trovano davanti ad arrivi a sorpresa e non pianificati”.

E tuttavia, pur di fronte all’entusiasmo e al piglio battagliero del candidato c’è da chiedersi se la sua sia davvero una candidatura unitaria per tutte le anime del partito, viste le ultime vicende in casa forzista, e mettendo in conto anche la posizione di Denis Verdini, che è apparso insolitamente critico nei confronti dello stesso Berlusconi. Ch sembrerebbe aver dato il nullaosta decisivo alla candidatura di Mugnai.  “Il partito è unito con me” dice il candidato. Qualcuno, almeno fra i suoi sostenitori, ne è un po’ meno convinto, ma ci pensa Massimo Parisi, uomo di Verdini, a dare il la: tutti uniti insieme a Mugnai. Almeno in fotografia.

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