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Il capo Kawinaka: salviamo le foreste dell’Amazzonia Ambiente, Cronaca, Foto del giorno

Firenze – Le foreste dell’Amazzonia, il polmone verde del globo, sono sempre di più a rischio a causa degli incendi che speculatori sena scrupoli appiccano per guadagnare terre da coltivare.

Per testimoniare lo stato d’allarme nel quale si trova il pianeta è giunto a Firenze Sia Huni Kuin Kawinaka, capo della importante tribù amazzonica Huni Kuin, che nella lingua della popolazione india significa “popolo che dice le cose vere”. Lunedì prossimo Kawinaka terrà un discorso al Consiglio comunale di Firenze. “Sono qui per farmi portavoce con voi di quanto sta accadendo e di quello che la nostra popolazione sta vivendo”, ha detto.

 

Oggi è stato presentato alla stampa dal Luca Milani, presidente del Consiglio Comunale e da Antonella Bundu (nella foto insieme con lui) capogruppo Sinistra Progetto Comune.

“Non posso che essere onorato che sia qui con noi il capo della tribù Huni Kuin che ci porterà la testimonianza diretta di quanto sta vivendo in prima persona. – ha spiegato Luca Milani – La sua presenza inoltre è ancor più significativa adesso che papa Francesco sta compiendo il sinodo dell’Amazzonia.  Il tema dello sfruttamento dell’Amazzonia è sempre più urgente, ha ripercussioni per tutti noi e ci ricorda quanto la difesa dell’ambiente rappresenti una priorità a ogni livello. Sono tante le azioni di Palazzo Vecchio già in atto su questo fronte e nelle prossime settimane dedicheremo un consiglio ad hoc a questo tipo di interventi”.
“È importante che il capo tribù Sia abbia accettato il nostro invito a Firenze e si faccia qui portavoce di un problema che tutti devono avere a cuore. – ha detto Antonella Bundu – Huni Kuin significa ‘popolo sincero’: una caratteristica evidente di questa popolazione, da sempre attenta nel suo quotidiano a rispettare l’ambiente che la circonda. Sia Huni Kuin è in prima linea da tempo infatti contro lo sfruttamento di queste terre e la deforestazione ma ora inevitabilmente il suo impegno si è fatto ancora più forte con il precipitare della situazione, come i roghi di quest’estate hanno reso evidente”.
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