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Il Cardinale Betori celebra l’attesa della Pace per il mondo Notizie dalla toscana

La Chiesa dedica il primo giorno dell’anno civile a celebrare Maria Santissima, e la giornata della Pace, contrassegnata ogni anno dal Messaggio del Papa, quest’anno dedicato agli operatori della Pace. Celebrazione anche in duomo, a Firenze, come in quasi tutte le diocesi toscane, qui presieduta dal Cardinale Arcivescovo Giuseppe Betori. “Sull’attesa di pace per il mondo – ha detto nell’omelia – meditiamo e per essa preghiamo in questo primo giorno dell’anno, in cui da qualche decennio siamo invitati a celebrare la Giornata Mondiale della Pace. Punto di partenza del messaggio del Papa è la constatazione che ‘i nostri tempi, contrassegnati dalla globalizzazione, con i suoi aspetti positivi e negativi, nonché da sanguinosi conflitti ancora in atto e da minacce di guerra, reclamano un rinnovato e corale impegno nella ricerca del bene comune, dello sviluppo di tutti gli uomini e di tutto l’uomo. Allarmano i focolai di tensione e di contrapposizione causati da crescenti diseguaglianze fra ricchi e poveri, dal prevalere di una mentalità egoistica e individualista espressa anche da un capitalismo finanziario sregolato. Oltre a svariate forme di terrorismo e di criminalità internazionale, sono pericolosi per la pace quei fondamentalismi e quei fanatismi che stravolgono la vera natura della religione, chiamata a favorire la comunione e la riconciliazione tra gli uomini. E tuttavia, le molteplici opere di pace, di cui è ricco il mondo, testimoniano l’innata vocazione dell’umanità alla pace”.

Per Betori “il Papa invoca un nuovo modello di sviluppo e di economia, ma ricorda anche che sia uno sviluppo integrale, solidale e sostenibile, sia il bene comune esigono una corretta scala di beni-valori, che è possibile strutturare avendo Dio come riferimento ultimo. Per uscire dall’attuale crisi finanziaria ed economica – che ha per effetto una crescita delle disuguaglianze – sono necessarie persone, gruppi, istituzioni che promuovano la vita favorendo la creatività umana per trarre, perfino dalla crisi, un’occasione di discernimento e di un nuovo modello economico”.

L’Arcivescovo ha sottolineato come “il progetto delineato da Benedetto XVI chiede interpreti consapevoli e convinti. Qui si delinea il compito educativo, che vede al centro il ruolo della famiglia. E’ necessaria ‘una pedagogia della pace, che richiede una ricca vita interiore, chiari e validi riferimenti morali, atteggiamenti e stili di vita appropriati. Bisogna, allora, insegnare agli uomini ad amarsi e a educarsi alla pace, e a vivere con benevolenza, più che con semplice tolleranza. La pedagogia della pace implica azione, compassione, solidarietà, coraggio e perseveranza”.

 

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