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Il Cardinale Betori chiude il 2012 in duomo Cronaca

Solenne cerimonia questa sera in Cattedrale a Firenze per la conclusione dell’anno civile, alla presenza del Gonfalone della Città, scortato dalla Famiglia di Palazzo, per il tradizionale Te Deum di ringraziamento, da parte dell’Arcivescovo Cardinale Giuseppe Betori, per l’anno che ci lascia.

“Il nostro bilancio dell’anno che si conclude – ha detto il Cardinale Betori nell’omelia dei Vespri – registra segni di pesante sofferenza. Ciò vale anzitutto per la persecuzione patita da tanti cristiani in diverse regioni del mondo. Nell’anno che si chiude oltre 100.000 credenti in Cristo sono morti per la fede; ancora ieri 15 cristiani sono stati sgozzati in Nigeria, mentre da oltre tre anni continua l’ingiusta carcerazione di Asia Noreen Bibi in Pakistan, minacciata di morte. A questi attentati alla libertà religiosa – ha proseguito l’Arcivescovo – si accompagnano le ferite inferte alle altre dimensioni costitutive della persona umana: il diritto alla vita, alla famiglia, alla casa, al cibo, al lavoro, alla libertà educativa, alla libertà di coscienza. Il rifiuto del rispetto di questi diritti inviolabili e inalienabili genera guerre, oppressioni politiche, ingiustizie da cui scaturiscono a loro volta tragedie come la fame e le epidemie”.

“Non meno evidente è la connessione tra il danno inferto alla figura integrale della persona umana e del bene comune e le degenerazioni finanziarie che hanno innescato l’attuale crisi economica nel mondo”, ha precisato Betori. “Su questo versante dobbiamo lamentare come anche nei nostri territori la crisi presenti profili preoccupanti, che chiedono interventi di sostegno e di promozione, con un impegno coeso e lungimirante: Allarma e angoscia il numero crescente di poveri che si rivolgono alle iniziative di solidarietà, come pure la crescente disoccupazione e la chiusura di un tempo fiorenti attività imprenditoriali. Senza sforzo comune e coraggiosa assunzione di responsabilità c’è solo da temere l’espandersi di tali fenomeni negativi. Come pure c’è da temere un crollo della tenuta sociale, se dovesse venir meno il sostegno al volontariato e all’imprenditoria sociale senza fini di lucro, su cui ricade da sempre il peso del disagio e delle povertà”.

Per il Cardinale nel 2013 “due ambiti appaiono particolarmente bisognosi di intervento: le nuove generazioni, in cui il disagio comincia in età sempre più precoce, e la famiglia, non riconosciuta quale cellula basilare della società. E non voglio neanche dimenticare il dramma delle carceri, le cui condizioni di vita impediscono di farne luoghi non solo di espiazione ma anche di riscatto e di rieducazione. Ne sono segno tragico i suicidi che anche quest’anno hanno funestato la vita carceraria sul nostro territorio”.

Anche le prossime elezioni sono state oggetto del commento del Porporato: “La crisi della politica non può tradursi in un allontanamento da essa, ma al contrario esige l’impegno di quanti sono pronti a viverla come un servizio alla comunità civile, con riferimenti chiari e lineari alla promozione integrale della persona e del bene comune, per una convivenza armonica e solidale, particolarmente attenta alle situazioni di povertà e alla ricerca della pace”.

Quindi l’Arcivescovo ha passato in rassegna i principali avvenimenti che hanno riguardato la diocesi e la città di Firenze, non l’ultima la sua nomina a Cardinale, che hanno caratterizzato il 2012, concludendo con l’invito che “al termine dell’anno, Gesù Cristo diventi la pienezza della nostra vita, come ricchezza di misericordia e luce di verità”.
 

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