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Il Cardinale Betori invita i fedeli a pregare per la pioggia Cronaca

Non è la prima volta che un vescovo italiano invita i propri fedeli a pregare per la pioggia, e non è nemmeno la prima volta per l’arcidiocesi fiorentina. Per questo l’invito rivolto dal Cardinale di Firenze, Giuseppe Betori a tutti i sacerdoti della diocesi  non sorprende più di tanto, se non fosse per l’emergenza siccità che sta attanagliando la nostra Regione. “Le notizie diffuse dai media in questi giorni – scrive Betori al suo clero – confermano quanto è sotto i nostri occhi: non piove e le nostre terre si trovano a fare i conti con la siccità. Questa difficoltà non riguarda soltanto i nostri fiumi, i nostri laghi e le nostre campagne o le nostre dispense – continua Betori – ma mette in discussione anche il nostro stile di vita. Il problema dell’acqua infatti è di vasta portata  ma chiama comunque ciascuno di noi a maggior sobrietà nei consumi e a responsabilità nell’uso di questo bene prezioso e limitato”. Ma non solo. Il Porporato, facendo sue le parole e l’invito del Papa che qualche domenica fa, all’Angelus, ha parlato della necessità di garantire a tutti un accesso equo, sicuro e adeguato all'acqua, sollecita i sacerdoti ad inserire anche una intenzione ad hoc nella preghiera dei fedeli. Questo perché, come conclude Betori nella missiva, la prima a tutti i sacerdoti da quando è Cardinale, “sono certo che capirete l’importanze della questione e agirete di conseguenza”.

Il problema, come sottolineano gli esperti, è che le piogge autunnali ed invernali non ci sono state, quelle invernali  e per il momento non ci sono previsioni di piogge primaverili. A questo punto servirebbe una primavera molto piovosa, ovvero che piova regolarmente e a lungo, per evitare una siccità straordinaria da qui ad ottobre.

L’invaso di Bilancino ad oggi è 244,83 metri sul livello del mare, equivalenti a poco più di 37 milioni di metri cubi d'acqua, in questo periodo nel 2009 e 2010 era al livello 250 equivalente a 60 milioni di m3. In parole semplici significa che Bilancino e' dimezzato. Molti Sindaci esprimono forte preoccupazione ed invitano a non sprecare l’acqua.

“Già dallo scorso novembre  – secondo quanto dichiarato da Erasmo D’Angelis, presidente di Publiacqua – siamo in emergenza in alcune zone collinari e montane non allacciate ad acquedotti, ma che utilizzano pozzi ormai a secco. Siamo di fronte alla siccità più dura degli ultimi 60 anni. Per questo da qui all'inizio dell'estate la parola d'ordine è risparmio, ripeto l'appello ad evitare sprechi e usi irresponsabili dell'acqua potabile, bastano piccole accortezze, usiamola per esigenze strettamente potabili, alimentari e igieniche”.

Da parte sua la Regione ha messo in atto un piano d’emergenza che, tra i primi interventi, prevede un nuovo impulso alle opere già finanziate per ridurre i rischi di carenza idrica, un regolamento regionale che ottimizzi l'uso dell'acqua, azioni urgenti per avere una gestione ottimale delle risorse di Montedoglio e un coordinamento delle Autorità di bacino, delle Province e dei gestori del servizio idrico integrato per monitorare la situazione. Da tempo è a lavoro una super commissione pronta ad emanare nuove disposizioni, oltre che a monitorare costantemente la situazione.

Il presidente di Coldiretti Toscana Tulio Marcelli ha lanciato oggi un allarme ben preciso: “Se entro 15 giorni non piove la produzione di grano rischia di venire compromessa seriamente”. A risentirne già nelle prossime settimane saranno la produzione di grano tenero e duro e di cereali, mais e orzo in particolare, che stanno per entrare in una fase cruciale. Un settore che in Toscana significa 12 mila aziende, migliaia di addetti, 115 mila ettari, ed una produzione, solo di grano, intorno ai 4,5 milioni di quintali per un danno economico di circa 60 milioni di euro.

A questo punto non resta  davvero che affidarsi alle preghiere per scongiurare il peggio.
 

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