energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Il caso di Saman Abbas: spunta un video inquietante sulla sua sorte Cronaca, Video del Giorno

Prato – Nella puntata di “Chi l’ha visto” andata in onda poche ore fa è stata raccontata la drammatica storia della giovane pakistana Saman Abbas improvvisamente scomparsa da più di un mese dalla sua casa di Novellara in provincia di Reggio Emilia. Circolano già in rete alcuni video in cui si vedono dei parenti che si allontanano dalla casa seguiti dalla ragazza; un altro in cui quegli stessi sono con delle pale, un piede di porco e un sacco azzurro.

Per fare luce sulla vicenda, fondamentale l’aiuto richiesto dalla redazione del programma di Rai Tre all’associazione interculturale Aps Ets Senza Veli sulla Lingua per spiegare con una mediatrice culturale pachistana, un nuovo video postato dal padre della ragazza sul suo profilo Fb il 4 maggio, a poche ore dal suo arrivo dall’Italia in Pakistan, ma poi da lui stesso rimosso.

Nel video si vedono uomini che si battono il capo e il petto; degli oggetti che riportano ad un rito funebre e un drappo con delle scritte coraniche che viene usato per coprire il defunto, posto su di un tavolo ma senza il morto.

La presidente dell’Associazione che dal 2013 si occupa del contrasto alla violenza di genere Ebla Ahmed, ha commentato in studio la vicenda di Saman Abbas sottolineando  tra l’altro che “non è concepibile che ancora oggi delle donne siano costrette a fuggire in virtù dei matrimoni forzati”.

Mentre l’avvocata  Adalgisa Ranucci responsabile della sezione romana dell’associazione, ha spiegato  che “In Italia i matrimoni forzati, già definiti dall’art. 32 e 37 dalla Convenzione di Istanbul come l’atto di costringere un adulto o un bambino con la forza a contrarre matrimonio, sono stati normati e puniti dalla Legge n. 69 del 2019, cd. Codice Rosso. E’ stato introdotto, infatti, il reato di costrizione o induzione al matrimonio e ciò proprio al fine di contrastare il fenomeno delle spose bambine e di tutelare i soggetti vulnerabili. Tale legge punisce chi costringe una persona a sposarsi con violenza e minaccia, con una pena fino a sette anni di reclusione. Detta norma si applica sia se il reato è commesso in Italia, sia se il reato è commesso all’estero da o ai danni di cittadini italiani o stranieri residenti in Italia”.

Emerge dalla trasmissione che per Saman Abbas più di un qualcosa non ha funzionato se di lei non sappiamo più niente. Possiamo ipotizzarne, ma solo sulla base di quanto  visto e sentito la sua terribile fine come già accaduto in passato alle giovani donne che prima di lei si erano opposte ad un matrimonio combinato dalla famiglia.

Le ultime notizie ci dicono che ella aveva trovato rifugio in una comunità nel bolognese da cui poi Saman si era allontanata spontaneamente per tornare a casa. Forse sarebbe stato il caso di attivare intorno alla ragazza una rete di protezione diversa con l’inserimento della giovane in una casa rifugio lontana da tutto e da tutti e soprattutto senza che potesse usare il suo cellulare: l’unico mezzo con cui la famiglia, offesa dal rifiuto di Saman di sposare un cugino, poteva raggiungerla convincendola, come poi è successo a tornare in famiglia. Una storia che comunque in sede giudiziaria va avanti, perché si faccia al più presto chiarezza su quanto accaduto alla giovane pachistana.

Per adesso, nonostante omissioni, fughe all’estero, reticenze e parziali ammissioni di colpevolezza, ci sono cinque indagati per omicidio: i genitori, uno zio e due cugini, uno arrestato in Francia.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »