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“Il caso Edison. E poi?” Cronaca

Ci sarà l'amministrazione, con il presidente della commissione Cultura del Comune di Firenze Leonardo Bieber. Ci sarà un giornalista, Pier Francesco Listri. Ci sarà anche chi, come la scrittrice Elisa Sassoli, vede un possibile uso sociale dei luoghi di consumo. E, naturalmente, ci saranno loro. I librai della Edison, sfrattati, liquidati, appiedati ma decisi a dire ancora la loro in una storia I cui tratti caratteristici ormai sfiorano il genere epico.

Questa storia, per ora, non è stata scritta in un libro che loro stessi venderanno ma, intanto, martedì 16 ottobre alle 21 se ne proverà a scrivere un nuovo capitolo. Il giornale online Pensalibero organizza infatti una tavola rotonda presso la Saletta del Teatro della Basilica di San Lorenzo con lo scopo di parlare di «rispetto dei vincoli a tutela, pluralismo, leale concorrenza, difesa dei luoghi di cultura, lettura, ritrovo per giovani e diversamente giovani, caratteristiche e  tradizioni fiorentine, salvaguardia dei posti di lavoro e delle professionalità, trasformazioni dei centri urbani». A moderare l'incontro, dal significativo titolo "Il caso Edison: e poi?" sarà il direttore di Pensalibero Nicola Cariglia.

Dopo aver raggiunto e superato le 5000 firme con la petizione per salvare un utilizzo culturale in quella che diventerà la ex-sede della libreria, I dipendenti della Edison porteranno la loro esperienza personale all'interno dibattito. Un dibattito che prenderà le mosse dalla frase ormai celebre dell'ad Fiat Sergio Marchionne sulla piccolezza e la povertà di Firenze. «Non vogliamo che lo diventi – spiegano da Pensalibero – per questo preoccupa il caso Edison».

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