energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Il caso ILVA sempre in primo piano STAMP - Lavoro Nuovo

Inoltre il “caso Ilva” è diventato oramai il paradigma di un’Italia incapace di convertire il proprio apparato industriale rendendolo più sostenibile e moderno.  Ieri il gip del tribunale di Taranto Patrizia Todisco respinge l’istanza dell’azienda sulla reimmissione nel possesso dei prodotti finiti e semilavorati sequestrati il 26 novembre. Il decreto legge del 3 dicembre che consente la vendita dei prodotti non può avere effetto retroattivo, pertanto i prodotti lavorati nell’intervallo tra le due date sono da considerarsi sotto sequestro.

Si tratta, secondo l’azienda, di prodotti per un valore di oltre 1 miliardo di euro, necessari a garantire gli stipendi a 4mila lavoratori, in questo modo destinati ad aggiungersi ai 1200 già in cassa integrazione. Come ricorda Il Corriere, “La tesi del magistrato è che per produrre quell’acciaio che si sta in parte deteriorando in banchina sono stati commessi alcuni reati, come l’inquinamento ambientale. Ora però che il decreto consente di lavorare di nuovo, procedendo gradualmente alla bonifica, la linea dura del giudice Todisco potrebbe apparire fuori tempo massimo. La montagna d’acciaio è ormai prodotta. Distribuirla agli altri stabilimenti non provocherà altro inquinamento, anzi gli incassi serviranno anche a trovare risorse per le bonifiche.“

 

Rassegna stampa 12 dicembre

Print Friendly, PDF & Email

Translate »