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Il caso: non può vivere con la figlia e lei fa la sciopero della fame Cronaca

Prato – Un divorzio difficile quello di Maria (nome di fantasia), giornalista e scrittrice italiana che racconta la sua storia di moglie e di madre. Trasferitasi con il marito dall’Italia in un Paese europeo per tentare di rimettere in piedi un matrimonio che come racconta ,”andava letteralmente in pezzi”, a causa – afferma – del marito violento, si ritrova pochi mesi dopo sola e senza soldi, perché il marito non le passava gli alimenti dovuti per legge.

Costretta, poi a seguito di un rientro in Italia con le sue figlie, a ritornare nel Paese da cui era andata via, si è ritrovata, suo malgrado, in mezzo ad un susseguirsi di pastoie giudiziarie che nel giro di poco tempo l’hanno fatta ammalare. Maria infatti è disabile al 67%.

La sua legale nota familiarista che si batte da anni anche per la tutela dei diritti dei rifugiati e legale dei richiedenti asilo e attiva in generale per la tutela dei diritti umani, fa sapere che la sua assistita desidererebbe rientrare in Italia con le sue figlie e venire a vivere in Toscana.

Qui infatti risiede la figlia maggiorenne che più di una volta l’ha aiutata anche economicamente. Ma nonostante una serie di udienze, il ricorso ad un Tribunale e le dichiarazioni messe agli atti delle figlie che vorrebbero ricongiungersi alla sorella maggiore insieme alla loro mamma, “inspiegabilmente – conferma l’avvocata – non si arriva mai ad una soluzione del caso”.

Intanto il tempo passa e la situazione rischia di peggiorare perché – continua l’avvocata – Maria teme adesso che le figlie le possano essere sottratte e ha iniziato lo sciopero della fame”.

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