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Il centro clinico del Don Bosco di Pisa fiore all’occhiello della sanità penitenziaria italiana STAMP - Salute

In Toscana il 73% dei detenuti è affetto da almeno una malattia. È questo il risultato di un’indagine condotta, nel 2010, dall’Osservatorio per la salute in carcere, organo coordinato dall’Ars (Agenzia regionale di sanità), su un campione di 2.985 carcerati (il 71,6% del totale allora ospitato nelle prigioni toscane, cioè 4.169). Secondo questo studio, fra i detenuti sono quattro i generi di malattia più diffusi: quello legato al consumo di droghe (12,7%), quello connesso a disturbi mentali e nevrotici spesso dovuti a difficoltà di adattamento nella struttura penitenziaria (10,9%), i disturbi dell’apparato digerente e le malattie infettive e parassitarie. Nonostante la giovane età media dei carcerati toscani (38 anni), la richiesta di interventi sanitari è molto elevata nei penitenziari della nostra regione. Sono soprattutto i detenuti italiani ad avere bisogno di cure mediche, dato che gli stranieri (africani ed europei) sono solitamente più giovani ed hanno meno bisogno di attenzioni sanitarie. Il 27% dei detenuti risultano sani, mentre il 39,8% ha una diagnosi solo internistica, l’8% solo psichiatrica ed il 25,2% infermieristica e psichiatrica allo stesso tempo. Per cercare di garantire un’assistenza sanitarie di elevato livello anche ai carcerati, oltre che ai liberi cittadini, la Regione Toscana ha deciso di stanziare 35.000 euro per migliorare i servizi del Centro clinico del carcere Don Bosco di Pisa. Questo ospedale penitenziario è già una delle eccellenze della medicina carceraria italiana, dato che non accoglie solo detenuti toscani, ma anche provenienti da altre regioni. Il Ministero della Giustizia ha anche recentemente espresso, in sede di Conferenza Stato-Regioni, il proprio elevato apprezzamento per l’operato della struttura sanitaria del Don Bosco. Già ad oggi nel carcere pisano si eseguono interventi di chirurgia ambulatoriale e day surgery nelle branche specialistiche di chirurgia generale, otorinolaringoiatria, urologia ed ortopedia. Grazie al finanziamento regionale ed alla supervisione della Asl 5 di Pisa, l’assistenza ai detenuti pisani verrà migliorata garantendo al Don Bosco 32 posti letto per la sezione maschile, 7 per quella femminile e 17 per la uova decharge room dedicata ai pazienti dimessi ed in attesa di terminare la convalescenza prima di rientrare in cella. Previste anche la sostituzione dell’attuale Tac con quella del pronto soccorso di Pontedera, l’installazione di una nuova colonna laparoscopica per gli interventi chirurgici, l’informatizzazione del sistema di accettazione dei pazienti, l’attivazione del Ris-pacs (il sistema digitalizzato di trasmissione degli esami radiografici) per la radiologia tradizionale, la distribuzione della nuova carta dei servizi a tutti i detenuti ricoverati nel Centro clinico e, infine, la sperimentazione di un sistema di telemedicina per le urgenze cardiologiche,

Foto: http://www.comune.pisa.it
 

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