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Il Centro Pecci conserverà e mostrerà i grandi patrimoni privati Cultura

Prato – Nei nuovi spazi del Centro Pecci di Prato in collegamento diretta video si è svolto un importante incontro di studio con la storica e critica d’arte Lara-Vinca Masini in ricordo di Elena Pecci, fondatrice e membro del Consiglio direttivo del Centro, scomparsa lo scorso 22 settembre, che ha ne sostenuto la donazione dell’archivio, per la sua valorizzazione e promozione in futuro, all’interno del CID/Arti Visive, il Centro d’informazione e Documentazione.

Infatti si devono ad Elena Pecci la ferma intenzione e mediazione affinché il considerevole patrimonio archivistico di Lara Vinca-Masini fosse donato dalla studiosa al Centro Pecci che così la ricorda:”non avrei mai accettato l’incontro questo pomeriggio se non per Elena a cui penso con grandissimo affetto… era una donna buona, generosa ed entusiasta in tutto ciò che faceva…era dotata di una forza incredibile che trasmetteva a tutti noi, amava moltissimo il Museo…,ho scelto il Centro Pecci di Prato anche perché credo che sia stato, sia e sarà l’unico centro regionale per l’arte contemporanea grazie al Centro Informazioni d’Arti Visive del Museo che è una realtà importantissima e desidero che dopo la mia morte i miei libri trovino casa in questo bellissimo e prezioso contesto”.

Anche Elena Pecci desiderava che il Museo fosse inteso  non “come luogo di conservazione degli archivi della storia“, spiega Fabio Cavallucci, direttore del Museo Artistico del Centro Pecci,”ma luogo in cui le sue radici sono negli archivi degli artisti e dei curatori e dei critici d’arte per la ricezione e fruizione di un importantissimo patrimonio storico per le future generazioni e che si spera possa in tempi brevi essere digitalizzato.”

Nella attuazione del progetto fondamentale  è stato il contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, e il  consigliere,lo storico dell’arte Carlo Sisi, ricorda l’incontro con Elena e Lara parafrasando un verso del sommo poeta fiorentino “due donne in cor mi son venute e seggonsi di forte, che dentro siede Amore”, poi gli scambi culturali e le sollecitazioni sui temi della contemporaneità da cui nel  settembre del 2008 scaturirono la delibera che segnalò l’importanza del patrimonio archivistico della critica d’arte Masini, la ricerca di un luogo idoneo ad accoglierlo, e nel settembre del 2010 l’accettazione da parte dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze della donazione del patrimonio archivistico e della sua schedatura su modello germanico.

Dense di commozione le parole che il collezionista pratese Giuliano Gori dedica all’amica Lara Vinca-Masini  rammentando la casa di via Brogi 1,con le sue famose scale che saliva, non senza apprensione, per consultare gli  archivi e  che ” ho visto crescere con Paolo Franci , pronipote del Tarugi” e pubblicamente ricorda il grande contributo di Elena Pecci per aver fermanente voluto che a Prato il Museo divenisse una importante sede dell’arte contemporanea  e ringrazia Lara  perché “mi hai imposto di conoscere Fausto Melotti e Piero  Fogliati che hanno segnato il percorso artistico della collezione di Celle, ed anche Carlo Belli autore di KN che Kandisky battezzò come l Évangile de l’Art dit abstrait”, la Bibbia dell’astrattismo italiano”.

Racconta, poi, della mostra “Umanesimo e Disumanesimo”, un percorso artistico dal 1890 al 1980 con una serie di interventi sui cortili di storiche dimore fiorentine, che “forse troppo artisticamente avanti”, non incontrò i favori del pubblico,della difficoltà e degli ostacoli delle amministrazioni di Firenze poco ricettive nella promozione di nuove forme d’arte, infine al loro particolare modo di colloquiare con tutti gli artisti perché, ricorda in sala Giuliano Gori, “come ci siamo sempre detti vogliamo recuperare l’arte perché vogliamo essere amici degli artisti, stare vicino agli artisti.”

Interessante anche il ritratto della giornalista Laura Lombardi autrice di un libro su 12 donne critiche dell’arte, in cui descrive l’originale figura della studiosa Lara Vinca-Masini “una donna fuori dagli schemi”, delle sue difficoltà a rapportarsi in una città come Firenze apparentemente aperta ai cambiamenti ma poi chiusa, “a Firenze le cose vengono prima che altrove, si alzano, ma poi si sgonfiano..” e su questa diffidenza tutta fiorentina alle novità artistiche concordano, a vario titolo, anche gli amici architetti  Marco Bardeschi che poi  rammenta anche la casa della storica dell’arte, in cui a stento riusciva a vedere  le stanze tanto i libri uno sull’altro ne impedivano lo sguardo; il Nardi che ricorda quella come una casa studio che dava l’idea di una trincea “un misto odoroso di natura (per le piante) e di gatti”, invece per Sandro Poli, non solo luogo di incontri ma una casa dove il felice connubio di arte e architettura stimolava nuove e interessanti dialoghi e progetti artistici.

Un omaggio a più voci di intellettuali, amici e storici dell’arte quello fatto a Prato nella sala affollatissima  del Museo Pecci a Lara Vinca-Masini e a Elena Pecci  dove è emersa chiaramente anche la volontà, da parte dei tecnici che si occupano dei beni culturali, quanto tengano a cuore  il tema dell’archivio, del patrimonio della studiosa e critica d’arte (circa 200.000 pezzi tra cataloghi, carteggi e opere grafiche che vanno ad aggiungersi agli altri 50.000 volumi già esistenti) e del luogo che lo accoglie: “l’aspetto della conservazione acquisizione e fruizione dei patrimoni privati potrebbe diventare peculiare al Museo Pecci”, così Elena Pianea, dirigente dell’area cultura della Regione Toscana,”per non disperderne la memoria e le esperienze perché esso diventi il patrimonio diffuso del  contemporaneo in Toscana.”

Non a caso l’assessore alla cultura Mangani pochi giorni fa in una recente intervista ha confermato  “il Centro Pecci aprirà il 16 ottobre 2016 al termine delle gare bandite da questa amministrazione e grazie allo sforzo ulteriore messo in campo dalla Regione Toscana e dal Comune di Prato pari a 3,5 milioni di euro di investimenti per il restauro conservativo del vecchio edificio del Gamberini e per la risistemazione degli esterni.”

Foto: Lara Vinca-Masini

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