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Il Centro Rogers inaugura la nuova Scandicci Cultura

Non sembra neppur vero: finalmente un progetto architettonico, uno almeno, dei tanti falliti a Firenze nonostante le firme prestigiose che li garantivano ( tanto per citarne tre Santiago Calatrava, Jean Nouvel, Arata Isozaki) va in porto: il grande Centro Rogers inaugura sabato 30 novembre alle 16,30, e tutti sono invitati ad ammirarlo e farlo proprio.
Il progetto dello Studio Richard Rogers (seguito a Firenze da quello di Ernesto Bartolini) è una vasta piazza aperta e attrezzata per essere vissuta in ogni suo metro quadro a seconda delle esigenze degli utenti. Per il nuovo Centro di Scandicci Richard Rogers ha progettato  la stazione della tramvia, la nuova piazza della Resistenza, l’auditorium, un edificio di 31 metri per uffici, palazzi per la residenza e zona shopping. L'area è ovviamente interamente pedonalizzata.  Confermano dal Comune di Scandicci che nel nuovo centro sono stati realizzati spazi residenziali per 7258 metri quadri per circa 80 appartamenti, ambienti per il commercio per 2363 mq, superfici direzionali per 3962 metri quadri e 2697 metri quadri per l’auditorium. La stazione della linea 1 della tramvia Scandicci – Santa Maria Novella sarà la principale infrastruttura di collegamento dell’area fiorentina; la struttura è davvero spettacolare ed è composta da sei portali in acciaio verniciato posti a cavallo dei binari del tram, e da due fasce di pannelli orizzontali in grigliato metallico. L’attrazione è l’edificio adibito a eventi  culturali su due piani, un mezzanino e il tetto sistemato a verde, molto amato da Rogers; sulla copertura sono posizionati pannelli sia termici che fotovoltaici per ridurre i consumi dell'edificio; al piano terra si trova una sala polivalente e spazi commerciali, mentre il primo piano è costituito da un unico ambiente di circa 750 metri quadri, alto 6 metri, completamente libero da colonne e altri elementi verticali e quindi divisibile con la massima flessibilità in base alle diverse attività. Ciò che emerge è l'edificio direzionale caratterizzato da una struttura verticale alta 31 metri: è l'edificio più alto della piazza, una sorta di torre che segnala  l'intero intervento.
Questo  progetto così equilibrato e idoneo a una cittadina satellite di Firenze, come la vivace Scandicci, e al contempo simile a quelli che capita di vedere con gioia nelle grandi capitali europee e internazionali, somiglia davvero a chi lo ha disegnato: l’ottantenne architetto Richard Rogers (foto 2 in visita al cantiere), entusiasta ammiratore di Brunelleschi, a cui fino allo scorso 13 ottobre la Royal Academy  ha dedicato una mostra, ricordando  i molti progetti realizzati a cominciare dall’innovativo e originale centro Pompidou di Parigi del 1977, con Renzo Piano, il Lloyd's Building del 1978 fino all'ultimo grattacielo attualmente in costruzione nella City londinese. Egli è convinto che gli edifici devono essere il piú possibile trasparenti e aperti al mondo là fuori, come lo sono di fatto quelli ideati per Scandicci. Rogers progetta convinto “dell'importanza sociale dell'architettura, dell'impatto che puó avere in positivo o in negativo non solo sull'aspetto delle cittá ma sulla vita delle persone che ci abitano, sulla loro umanità”. Rogers dimostra anche in altro modo questo suo interessamento per i problemi sociali: il 20% degli utili del suo studio va in beneficenza.
Da sabato avremo quindi una nuova Scandicci, da invidiare perché culturalmente assai più progredita di Firenze; e non ci venite a dire che il capoluogo è intoccabile per la sua vetustà, che qui non si può fare nuova architettura degna di equipararci alle capitali del mondo. Qui vige l’ottusità che governa e strozza qualunque conato di spirito contemporaneo innovativo e permette solo di edificare architetture vetero-razionaliste, tradizionali o già vecchie e datate ancor prima di essere finite. Rattristante esempio il Palazzo di giustizia a Novoli.

 


 

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