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Il cervello non ha bisogno di occhi per vedere STAMP - Salute

Idee innate? John Locke le aveva radicalmente escluse nel suo "Saggio sull'intelletto umano" del 1690. Eppure sembra che all'origine delle nostre rappresentazioni mentali degli oggetti e dello spazio vi siano proprio delle rappresentazioni simboliche che trascendono i sensi. Lo dimostrerebbero alcuni studi sulla percezione dei non vedenti portate avanti da un team di ricercatori diretto dal professor Pietro Pietrini, docente della Facoltà di Medicina dell'Università di Pisa, e da Giovanna Marotta, del Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dello stesso Ateneo pisano. Le ricerche degli accademici pisani, condotte su un gruppo di ciechi congeniti, hanno messo in evidenza come il nostro cervello non abbia bisogno di occhi per vedere, ma riesca a rappresentarsi oggetti e concetti astratti mediante immagini simboliche. Anche i ciechi sono in grado di "vedere" le cose che stanno loro intorno e di percepire lo spazio, pur mancando del senso della vista. Avvalendosi di metodologie interdisciplinari che hanno coinvolto la linguistica, la psicolinguistica e le scienze neurocognitive e computazionali, la ricerca condotta presso l'Università di Pisa e finanziata dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur), fornisce un importante contributo nella definizione del nostro modo di pensare ed alla chiarificazione dei rapporti che intercorrono fra linguaggio ed esperienza. Dei princìpi innati che sarebbero alla base delle percezioni mentali dei non vedenti si è parlato nella giornata di venerdì 5 ottobre e si continuerà a parlare nella giornata di oggi, sabato 6 ottobre, nella due giorni dedicata dall'Università di Pisa agli approfondimenti su questo tema. Sono intervenuti ed interverranno alcuni fra i massimi esperti italiani e stranieri nei campi della semantica, della psicologia cognitiva e della neurofisiologia applicata ai non vedenti.

Foto: http://www.affaritaliani.libero.it

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