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Il Comitato di via Pistoiese-Macrolotto al sindaco Biffoni: “No al degrado” Cronaca

Prato – Sono  ancora tante le aspettative di chi vuole vedere compiersi le trasformazione e l’avvio delle riqualificazioni urbane del Macrolotto Zero (quartiere così chiamato dall’urbanista Bernardo Secchi), nate entrambe da un progetto del Comune di Prato finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito  dei “progetti pilota” per la sicurezza urbana.

Ne parliamo con gli esponenti di una associazione pratese attiva da diversi anni sul territorio e che si occupa della tutela di quella parte della città.

“Se si potessero contare i cinesi che vivono a Prato e in provincia, scopriremmo che tra irregolari e non siamo a quota 100mila”- così ha affermato Bruno Gualtieri,  presidente del Comitato via Pistoiese – macrolotto zero, nato nel 1995  per contrastare il degrado e l’abbandono delle strade di via Fabio Filzi e di via Pistoiese, le vie del macrolotto zero a Prato, che ospitano la più grande comunità cinese in Europa,in rapporto alla popolazione totale.

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“Case sovraffollate ridotte a dormitori, prostitute, bische clandestine in appartamenti, cibi lavati in strada, verdure di chissà quale provenienza vendute all’aperto senza alcun controllo, sacchi di spazzatura abbandonati ovunque,sputi in terra, cattivi odori – continua Gualtieri che ammette poi sconsolato – è tutto inutile e nonostante i buoni propositi da parte delle amministrazioni, specie di quella precedente a guida centrodestra dell’ex Sindaco Cenni, le cose non sono affatto cambiate, anzi si sono buttati via 5 anni! I numeri ci dicono che siamo ormai come densità paragonabili a metropoli orientali;fra via Filzi e via Pistoiese e le vie che le collegano  ci sono circa 300 attività cinesi,(questo dato risale ad un paio di anni fa) e allora mi chiedo se esse non sono troppe  e se chi doveva vigilare sulle aperture e licenze non lo ha fatto e perchè.”

L’importanza per il Comitato è soprattutto il rispetto delle regole e che esse siano uguali per tutti, italiani o stranieri.”Guardi tanti anni fa, qualcuno mi definì Rasputin – dice Gualtieri – perché chiedevo il rispetto delle regole e si che si combattesse questa illegalità  distruttiva per l’economia sana e ad oggi nessuno mi può smentire perché proprio pochi giorni fa dei lavoratori cinesi sono stati scoperti in un capannone a lavorare in nero e la CGIL ha chiesto per gli sfruttatori la galera.”

Il Comitato che conta tantissimi iscritti si oppone al degrado sociale, urbanistico, igienico sanitario, ma anche culturale che ha cambiato il volto di una parte della città. Il tutto avvenuto nel silenzio delle istituzioni che negli anni avrebbero dovuto vigilare. “E  – incalza Bruno Gualtieri – noi siamo depositari di miliardi di culture, ma batteriche, questa contaminazione arriverà e lascerà la stessa impronta che lascia una goccia d’acqua dentro un fiume in piena. Il degrado si combatte anche con l’arte, ma se qualcuno pensa che con gli striscioni “Dream” di Yoko Ono, affissi in via Pistoiese si possano risolvere i problemi dei rifiuti di questa zona, per non parlare della panchina che ostacola il passaggio dei pedoni e addirittura fa da banco per vendere frutta e verdura ma anche altro ancora e tutto abusivamente, probabilmente non ha ancora messo a fuoco il problema della convivenza tra italiani e cinesi,in questa città.”

Nel corso degli anni non sono mancate iniziative per sensibilizzare gli assessorati competenti, contro l’evasione fiscale cinese che secondo i dati in loro possesso supererebbe i 5miliardi di euro l’anno, la manodopera clandestina e l’illegalità al punto da sollecitare la creazione di un assessorato al decoro urbano.

E sul PIU (Progetto Innovazione Urbana)  spiega che le proposte fatte dai cittadini del Macrolotto Zero ai tavoli partecipativi non sono state ascoltate. Un intervento sarà realizzato vicino al Curiel e in via Giordano con il mercato coperto, ma i cittadini avevano chiesto che ci fossero interventi in diverse zone, ma soprattutto che l’ex LIDL  diventasse il fulcro di un centro di aggregazione del quartiere con libreria e molto altro.

Invece si dà  il via libera da parte del Comune alla creazione di un ristorante cinese da 750 posti, nonostante le polemiche e la raccolta di 600 firme da parte dei residenti del Macrolotto zero per fermare la riqualificazione dell’ex supermercato Lidl. E per questo motivo,il Comitato ha depositato all’ufficio protocollo del Comune  il suo dissenso alla realizzazione del megaristorante cinese.”

“Siamo pronti a collaborare con tutti per rendere più vivibile e riqualificare questo quartiere, – aggiunge Giovacchino Pecini, definito l’ultimo italiano rimasto in via Pistoiese, – ma prima bisogna che qualcuno ci spieghi perché qui sono consentite cose che altrove non sarebbero permesse. E ce lo dovrebbero spiegare tutte le ultime amministrazioni comunali che si sono succedute”.
Un Comitato che ha sempre offerto la propria disponibilità per una collaborazione costruttiva a tutte le giunte comunali che  si sono avvicendate in questi ultimi 30 anni ma – concludono Gualtieri e Pecini  -inutilmente, perché tutte le nostre proposte sono rimaste inascoltate. Crediamo invece  che noi dobbiamo essere sentiti  per prima,perché solo noi che viviamo il quartiere siamo in grado di sapere ciò che va fatto e su tutti i fronti.”
E rivolgono al Sindaco di Prato Matteo Biffoni un invito a considerare una serie di proposte ritenute urgenti da parte del Comitato: messa al bando di verdura e frutta venduta in strada; multe per chi sputa in terra; controlli sulla vendita di bombole a gas;contrasto al sovraffollamento negli appartamenti,installazione di telecamere nelle strade del macrolotto, chiusura delle attività di ristorazione alle ore 24 e lotta ai rumori molesti soprattutto notturni.
In foto Bruno Gualtieri

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