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Il commento del lunedì: Diavolo in pena, vola la viola dell’aeroplanino Sport

Il club più titolato al Mondo è alle prese con una forte politica di ridimensionamento, è evidente, ma mai e poi mai qualcuno avrebbe immaginato che comunque una squadra composta tra gli altri da Abbiati, Montolivo, Boateng, Robinho e Pazzini potesse perdere dalla Sampdoria, neopromossa dal vecchio blasone, dei vari Obiang, Kristicic, Rossini, Eder… E’ questa forse la sorpresa più grande della prima giornata di campionato: il Milan è indietro, e molto, rispetto alle altre squadre di alta classifica. A San Siro il Diavolo ha dimostrato carenza di gioco, di qualità, di singoli, e Allegri ed i suoi non possono certo nascondersi dietro il palo di Yepes (arrivato dopo che comunque il portiere blucerchiato Romero aveva sventato il pericolo più grande) e quello del Prince Boateng (un tiro sul quale ancora Romero era in traiettoria e per il quale sarebbe rimasto fregato solo da una deviazione che aveva per altro rallentato assai la velocità del pallone).

Il Milan ora come ora non esiste, e se il dottor Galliani non si muoverà a trovare adeguate soluzioni dove necessario (un centrale di caratura internazionale, un regista di movimento, un attaccante capace di far salire la squadra), quest’anno riderà l’altra metà di Milano. Sì perché, per quanto il Pescara di Stroppa anche solo con i nomi non sembrava impensierirla in partenza, l’Inter all’esordio ha dato grossa dimostrazione di compattezza, lucidità, e soprattutto, a fronte di tanti singoli, di essere una squadra vera. Manco a dirlo, la sorpresa più bella è stata Cassano, felice come un bambino di indossare la maglia che ama da sempre e apparso pienamente dentro gli schemi di Stramaccioni, anche se ancora la condizione è quella che è (e nel girovita si vede…). E’ prestissimo per dirlo, ma l’Inter ora come ora sembra l’unica alternativa alla Juventus. Carrera in sostituzione di Conte sta facendo cose eccelse, e se i bianconeri in questi ultimi giorni di mercato piazzeranno il colpo là davanti, continueranno il campionato da strafavoriti e forse con ben pochi avversari. Sì perché già detto del Milan che non esiste, la prima, vera e nuova Inter di Stramaccioni potrebbe aver bisogno di tempo per oliare i vari organismi, e questo è tutto un vantaggio della Juve.

Ci sarebbe il Napoli, ottimo a schiacciare all’esordio un Palermo fin troppo arrendevole, ma alla lunga potrebbe pagare nell’ordine: ambiente polemico; partecipazione all’Europa League (doverosa parentesi: finalmente dopo anni l’Italia del calcio può tornare a puntare alla vecchia Uefa, per anni territorio di caccia delle italiane, grazie alla solidità loro e dell’Inter); frizioni De Laurentiis/Mazzarri, due caratterini pronti a esplodere per un niente. Dietro le big cresce la Lazio del semisconosciuto Petkovic, mentre la Roma di Zeman ha iniziato come tutti si aspettavano: calcio champagne, tanto entusiasmo e tante reti, un bel 2-2 all’andata contro un ottimo Catania. Difficile dire adesso se i giallorossi potranno impensierire o meno Juve, Inter e Napoli nella lotta-scudetto; di certo il popolo giallorosso si divertirà molto quest’anno, ma il calcio di Zeman implica sofferenza perché lascia grandi spazi, e alla fine per quanto un 2-2, un 3-3 o risultati simili possano divertire, si rischia di lasciare troppo per strada, e quindi la Roma è una mina vagante sì, ma può vincere il campionato come arrivare sesta… Tra le medio-piccole, già detto delle belle prove di Samp e Catania, anche un bel Chievo, un Genoa frizzante e concreto, una brutta Atalanta e un Siena-Torino dove nessuno vuole farsi subito male. I granata sembrano ancora incompleti, mentre i bianconeri dovranno aggrapparsi a tutta la grinta del condottiero Serse (Cosmi, naturalmente…) per recuperare quel -6. E dopo aver visto a quanto poco dal miracolo Cosmi sia arrivato con il Lecce la scorsa stagione, è giusto seguire con interesse anche questo Siena. E la Fiorentina? No, non ce la siamo dimenticata, anzi.

I viola di Montella, con l’Inter e la Samp, sono la più bella sorpresa della prima di campionato. L’ex Aeroplanino ha modellato una squadra dinamica, ricca di qualità e concretezza, e poco importa se il successo su una stanca Udinese è arrivato in extremis: la Fiorentina c’è, Pradè ha fatto un ottimo lavoro (vedi Borja Valero) e sta continuando a farlo per puntellare ancora la squadra: il giovane difensore francese Boly sembra ormai in dirittura d’arrivo (una buona alternativa a Roncaglia, che dopo un grande precampionato ha nettamente steccato la prima), mentre si continua a cullare il sogno Berbatov in attacco, con Bendtner e Borriello alternative. Il bulgaro, bomber di razza, sarebbe davvero la soluzione migliore, anche perché il danese non ha un grosso feeling con il gol, mentre l’attaccante napoletano, piuttosto discontinuo a dire la verità, potrebbe rischiare problemi di adattamento visto il suo passato romanista e juventino. In uscita, saluta Cerci ed è stata intavolata una trattativa per liberarsi di Vargas. Sì, liberarsi. Perché il peruviano nelle ultime due stagioni è stato un peso per i viola (in tutti i sensi, visto che ostentava senza problemi più una pancetta da ostinato grigliatore al parco che non una tenuta da calciatore professionista), tatticamente e dal punto di vista comportamentale.

Certo, fa male sapere che un tempo, quando già sia Cerci che Vargas avevano mostrato segni di declini e insofferenza all’ambiente viola, nelle casse della Fiorentina per le loro cessioni potevano entrare oltre 20 milioni di euro, soldi con i quali adesso non si farebbe fatica a trattenere Jovetic… Invece di soldi ne entreranno molti, ma molti meno: Cerci se ne va in comproprietà al Torino per 2 milioni e mezzo, mentre per Vargas sarà grassa (ammesso accetti la cessione: ha già rifiutato il Genoa) ottenere la metà, circa 7 milioni, di quanto valeva quel tempo in cui mezza Europa gli faceva la corte e lui sulla fascia lasciava le buche. Ma questa non è colpa di Pradè, perché altro tipo di buche sono state lasciate da chi ha gestito il mercato viola prima di lui, e quindi sta solo adoperandosi per tapparle. Ultima considerazione: gira voce di uno scambio, sempre con i rossoblu, tra Camporese ed il serbo Tomovic. Sarebbe follia. Pradè, sei partito col piede giusto, come qualcuno anni fa prima di te. Cerca semplicemente di durare altrettanto prima di commettere errori…

Niccolò Bagnoli

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