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Il Comune debitore riluttante: deve 56 milioni alle aziende Cronaca

Aziende private, pagamenti pubblici. Quante sono  le aziende che stanno ancora aspettando i pagamenti dal Comune di Firenze? All’11 settembre 2012, secondo quanto rivelato dallo stesso assessore Alessandro Petretto su interrogazione del consigliere di Sel Tomaso Grassi,  erano 554 per quanto riguarda la spesa corrente, 325 per quanto attiene alla spesa in conto capitale. Ma, secondo quanto filtra dalla stessa amministrazione, con l’obbligo di pareggio che grava a fine anno sulla spesa corrente (pena il commissariamento dell’ente) la sezione spesa ordinaria dovrebbe essere quasi in pari: vale a dire, le imprese creditrici sono sicuramente diminuite. Non così per quelle che riguardano la spesa straordinaria o in conto capitale. Addirittura, secondo voci bene informate, potrebbero essere cresciute.

In termini di soldi, sempre all’11 settembre, si parla di 11 milioni di euro e poco più per la spesa corrente, mentre per la spesa in conto capitale si tratterebbe di 30milioni e oltre. Queste cifre riguardano i mandati emessi e non pagati. E per quanto riguarda i dati che riguardano le imprese creditrici, fornitrici di beni e servizi, in relazione ai quali sono stati adottati gli atti di
liquidazione ma non sono stati emessi i relativi mandati di pagamento? Il debito del Comune ammontava, all’11 settembre scorso, a 56.602.314,63. Vale a dire, assommando il “pezzo” di debito di spesa “per investimenti”per cui sono già stati emessi i mandati ma non pagati, si arriva a una cifra di quasi 90milioni di euro. Forse un po’ di più.

Ora, qual è il vero problema che ne consegue? In primo luogo, il fatto che il Comune ha finito i soldi e non può più accedere ad altri mutui. Perché? Secondo un calcolo prudenziale, il Comune paga alle banche la bellezza di 4 milioni di euro ogni tre mesi per i mutui. Ma se il Comune è senza soldi e non può più contrarne altri,  non realizza progetti (lavori, acquisti come nuovi pc, nuovi sistemi o aggiornamenti di sistema) e dunque non riesce a rientrare nei mutui. Insomma, un vero e proprio circolo vizioso, che conduce a ritardi nei pagamenti ai privati. Quanto ritardo? Ad ora, il settore del bilancio straordinario paga le fatture risalenti a giugno 2011. E a luglio 2011 esistevano ditte “fuori” anche di 200mila euro. Alcuni impegni vengono pagati perché rientrano in progetti co-partecipati da Regione o Stato: dunque, quando giungono le quote statali o regionali, vanno a coprire quegli impegni particolari.
Ma il problema dei pagamenti non finisce qui. Un altro “sbarramento” temibile è rappresentato da Equitalia. Infatti, tutte le volte che le fatture superano i 10mila euro scatta l’obbligo di verifica da parte di Equitalia. Cosa verifica la temuta Agenzia? Che la ditta non abbia conti in sospeso con lei. Se ci fossero, allora Equitalia può bloccare il pagamento in attesa di decisioni. Oppure deve controllare che non sia già intervenuto un accomodamento con la ditta debitrice dell’Agenzia di riscossione, magari concordando un pagamento a rate. Nel frattempo, il pagamento dell’amministrazione pubblica è bloccato e l’azienda non può pagare Equitalia. Che manterrà il pagamento bloccato. Una spirale infernale.

Per ora le ditte si sono “limitate” a riempire di solleciti di pagamento gli uffici comunali, o a minacciare di interrompere le forniture. Ma alcune non nascondono di essere in serie difficoltà e il rischio è che la crisi di liquidità le mandi a gambe all’aria. Magra consolazione, possono seguire online tutto il corso delle loro “pratiche”. Anche se a volte pur emesso il mandato, per il pagamento passa anche un anno.

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