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Il Consiglio regionale approva la Finanziaria ed il Bilancio 2012 Politica

Dopo un dibattito durato due giorni, la legge Finanziaria regionale 2012 è stata approvata, e con essa la manovra di Bilancio. Il percorso di approvazione in Consiglio regionale, però, è stato lungo e tortuoso. Già nella giornata di martedì 20 dicembre i consiglieri dell’opposizione avevano espresso le loro perplessità su di una manovra che è da subito hanno definito come un vero e proprio “Zibaldone” di provvedimenti che poco hanno a che fare con una legge finanziaria. Tutti sulla stessa linea, anche se con diverse sfumature, gli interventi dei consiglieri del Pdl (Paolo Ammirati, Alberto Magnolfi, Nicola Nascosti e Paolo Marcheschi), dell’Udc (Giuseppe Del Carlo) e della Lega Nord (Gian Luca Lazzeri) che hanno preso la parola nell’aula di Palazzo Panciatichi.«Questa legge – ha dichiarato, ad esempio, Paolo Marcheschi (Pdl) – è permeata da norme che non hanno nulla di finanziario. La Giunta ha stravolto il concetto ed i contenuti della legge finanziaria. Sulle norme incongrue, che devono essere stralciate, non partecipiamo al voto». Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ed il presidente del Consiglio regionale, Alberto Monaci, sono intervenuti in aula per giustificare l’inserimento di norme eterogenee nella Finanziaria, ma i loro interventi non sono serviti a placare gli animi. «Continueremo sulla via della morigeratezza, al meglio delle nostre possibilità e della nostra intelligenza», aveva dichiarato Monaci ricordando, fra l’altro, che la manovra regionale si pone in sintonia con quella statale per quanto concerne la riduzione delle spese di funzionamento. «La parola d’ordine per il 2012 – aveva dichiarato invece l’assessore regionale al Bilancio, Riccardo Nencini, alla ripresa dei lavori nella mattinata di ieri, 21 dicembre – rimangono rigore, equità e crescita». Riprendendo a livello regionale gli obiettivi del Governo Monti, secondo Nencini, la Giunta regionale ha deciso di inserire nella Finanziaria 2012 e nel Bilancio ad essa collegata alcuni provvedimenti che altrimenti avrebbero dovuti essere riservati a leggi regionali. Si tratta, aveva ricordato l’assessore regionale, di «misure urgenti» dovute alla crisi che ha messo in ginocchio le fasce di popolazione più deboli ed annullato il ceto medio. Il Bilancio 2012, ha spiegato Nencini, ammonta a 9 miliardi di euro, 7 dei quali sono destinati alla sanità. Il resto del Bilancio (1 miliardo e 50 milioni di euro) verrà speso per investimenti. Grazie all’aumento dell’addizionale regionale Irpef  (0,33% per tutti con una maggiorazione dello 0,5% per i redditi superiori ai 75.000 euro annui) nelle casse della Regione finiranno 11 milioni di euro e la lotta all’evasione fiscale assicurerà altri 167 milioni di euro. Questi soldi permetteranno, ha continuato Nencini, nuovi investimenti sul trasporto pubblico locale, sulla sanità e sulle politiche sociali. Alla fine la Finanziaria ed il Bilancio sono stati approvati. Entrambi gli atti della Giunta hanno riscosso, nella votazione in Consiglio, 30 voti favorevoli (Pd, Idv, Fed. Sin/Verdi e Gruppo Misto) e 17 contrari (Pdl, Udc, Gruppo Misto). La Lega Nord si è astenuta dal voto. Ma anche nella giornata di ieri il dibattito è stato acceso. «Siamo davanti ad una non-Finanziaria», aveva tuonato Stefano Mugnai (Pdl), seguito a ruota da Antonio Gambetta Vianna (Lega Nord). Oltre un terzo degli articoli della Finanziaria, avevano contestato Pdl (Nicola Nascosti, Paolo Enrico Ammirati ed Alessandro Antichi), Udc (Giuseppe Del Carlo e Marco Carraresi), Gruppo misto (Pieraldo Cucchi e Dario Locci) e Lega Nord (Gianluca Lazzeri e Marina Staccioli), rimandano ad altre norme. Secondo l’opposizione, cioè, nella manovra regionale la Giunta avrebbe inserito norme troppo eterogenee che concernono materie che non sono competenza di una finanziaria, come le misure per la sanità, quelle per la riduzione dei consiglieri regionali e per l’abolizione del loro vitalizio. La manovra della Giunta, ha contestato l’opposizione, manca di un contenuto politico forte e non stimola la crescita della Toscana. É per questo che la Finanziaria ed il Bilancio sono stati approvati con cinque emendamenti, essi stessi tutti approvati all’unanimità dall’aula. Il primo, proposto da Vincenzio Ceccarelli (Pd), concerne le norme in materia di governo e difesa del territorio. Il secondo, proposto da Pdl, Pd, Idv ed Udc, prevede che la Giunta debba chiedere al Governo nazionale l’abolizione della differenziazione fiscale fra Regioni a statuto speciale ed ordinario. Il terzo, firmatari Pd, Pdl ed Idv, chiede la revisione dei compensi ai revisori degli Enti dipendenti dalla Regione. Il quarto, proposto dal consigliere Marco Carraresi (Udc) ma firmato da tutti i gruppi consiliari, chiede interventi urgenti per il Polo ferroviario dell’Osmannoro. Il quinto, infine, impegna la Giunta ad assumere nuovo personale ed a mantenere quello in scadenza di contratto per la salvaguardia del patrimonio artistico dell’Opificio delle Pietre Dure. Respinto, invece, l’ordine del giorno presentato da Dario Locci e Marina Staccioli (Gruppo misto), che chiedeva la riduzione dello stipendio dei direttori generali della Regione, portando la loro retribuzione ad un quarto dell’attuale. «Li avrebbe eccessivamente penalizzati – ha dichiarato Enrico Rossi – per quanto riguarda la pensione. Abbiamo comunque intenzione di estendere anche a loro l’accordo sulla produttività dimezzata e di seguito ai dirigenti, parimenti ai direttori delle altre agenzie regionali». Ai direttori, ha continuato il Governatore, sarà comunque dimezzato il premio di produzione (da un massimo di 27.000 euro ad un massimo di 13.500 euro lordi annui). «Il Governo Monti – ha detto ancora il presidente della Regione – dovrebbe ristabilire nella pubblica amministrazione il divieto di cumulo tra pensione e stipendio, che Berlusconi qualche anno fa ha cancellato. La Regione Toscana per i propri direttori generali e per i direttori delle Asl comunque già lo fa». Soddisfatti dell’approvazione della Finanziaria e del Bilancio, infine, i gruppi consiliari di maggioranza. Il Partito Democratico, con gli interventi di Gianfranco Venturi, Marco Remaschi e Vittorio Bugli, si è detto consapevole che la manovra ha contenuti eterogenei, ma che questi sono dettati da una situazione non comune che richiede misure di emergenza. L’introduzione dell’Isee in sempre più ambiti, ha dichiarato Bugli, «garantisce un modello di equità», mentre il superamento del vitalizio e l’introduzione del metodo contributivo per tutti i politici toscani sono «un segnale forte che vogliamo dare ai toscani, per dire loro che anche la politica si impegna nel risanamento del paese». Giudizi positivi sulla Finanziaria regionale sono stati espressi anche da Marco Manneschi e Marta Gazzarri (Idv) e Monica Sgherri  (Fed. Sin. E Verdi). L’aumento dell’Irpef regionale per i redditi superiori ai 75.000 euro, la razionalizzazione ed il contenimento della spesa regionale, l’istituzione del revisore dei conti, il sostegno allo sviluppo sostenibile, le azioni per le infrastrutture e per la mobilità, l’abbattimento delle barriere architettoniche, le disposizioni in materia di rischio idraulico e quelle sulla spesa sanitaria sono tutti elementi positivi che, benché impropriamente inseriti in una manovra propriamente economica come una Finanziaria, sono stati resi necessari dalla situazione contingente che, in Toscana come in tutta Italia, richiede di intervenire con decisione.

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