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Il coraggio di Nasrin e la lotta contro la violenza sulle donne Cronaca, Società

Prato – È stato uno di quei pomeriggi in cui sono state toccate le corde dell’anima. Perché grazie all’iniziativa del Comitato Pari Opportunità del Tribunale di Prato è stata raccontata l’odissea di una delle donne viventi più coraggiose del pianeta: l’avvocata Nasrin Sotoudeh attivista iraniana e militante per i diritti umani.

Il compito di narrare i processi e le umiliazioni a cui l’ha sottoposta il regime di Teheran è stato curato dalla Compagnia Teatrale attori&convenuti a sostegno della richiesta di liberazione di Nasrin Sotoudeh che ha fatto tappa a Prato il 15 novembre con “Un giro d’Italia per Nasrin libera”.

Sono stati letti da Gaetano Pacchi alcuni brani tratti dalle lettere scritte nella prigione di Evin da Nasrin Sotoudeh  accompagnate dalle musiche eseguite con la fisarmonica da Franco Bonsignori,mentre scorrevano le immagini  di Pieraffaele Battaglia.

«La storia di coraggio e determinazione di Nasrin Sotoudeh, – così Giuseppina Messineo presidente del Comitato Pari Opportunità di Prato, – presentata dalla compagnia Attori &Convenuti ha inondato il teatro del profumo di ideali quali giustizia e tutela dei diritti umani che nella frenesia quotidiana sembra smarrito. Un toccasana per gli avvocati presenti. Un monito a lavorare sempre a favore dei deboli e affinché Diritto e Giustizia non vengano disattesi.»

Ma l’evento dal titolo «il filo rosso degli avvocati pratesi: dai diritti umani al Codice Rosso » patrocinato dall’Ordine degli Avvocati e dal Comune di Prato, è stato poi anche l’occasione per riunire intorno a un tavolo medici, giudici, avvocati e psichiatri per fare il punto sul Codice Rosso, ovvero la legge n.69 entrata in vigore lo scorso luglio.

Da allora ad oggi il Tribunale di Prato si è attrezzato con un gruppo di giudici già specializzato in reati contro le fasce deboli, coordinato dal sostituto Laura Canovai e composto dai sostituti Massimo Petrocchi, Valentina Cosci e Carolina Dini. E i numeri delle denunce fino ad oggi che arrivano in Procura in via approssimativa vanno dalle 12 alle 15 a settimana e quindi tra le 50 e le 60 al mese.

Anche dagli accessi al Codice Rosa dell’Ospedale di Prato viene fuori sulla violenza contro le donne un quadro poco idilliaco, e dice la responsabile del Codice Rosa la dottoressa Monica Pieraccioli,-  siamo nell’ordine di 60 casi al mese con picchi altissimi nel periodo estivo e a dicembre, percéè mesi in cui le famiglie si ritrovano».

Mentre l’avvocata Elena Augustin, membro del direttivo della Camera Penale del Tribunale di Prato, ha evidenziato le quattro nuove normative introdotte dalla legge n.69: dall’allontanamento, al revenge porn, alla punibilità per l’induzione al matrimonio, alla lesione personale e sfregio.

In conclusione, ha detto: “Forse sarebbe stato più opportuno adottare interventi integrati strutturali e non estemporanei e legati alla spinta emotiva del momento. Il panpenalismo rassicura l’opinione pubblica ma non è la soluzione di tutti i mali; occorre la progettualità umana, il cambio di cultura più che la produzione giuridica; ma per questo ci vuole tanto tempo e molte donne non possono aspettare percéè sono ancora in pericolo di vita»

 

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