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Il delitto del Ghetto, con violino Rubriche

Proseguiamo con i racconti dedicati al Ghetto e al Mercato Vecchio: “Il violino del Ghetto”, scritto da Riccardo Cardellicchio e Graziano Braschi. In origine, il racconto che narra dei molti passaggi, tutti drammatici, di un prezioso e mitico violino costruito dal Carcassi alla fine del  Settecento, era stato scritto scritto dal solo Cardellicchio, Per l'occasione, vi è stato aggiunto l'episodio, datato 1887, ambientato nel Ghetto fiorentino, ormai quasi del tutto abbandonato, dove si racconta di un mercante ebreo che vuole vendere il violino itinerante a Mary Higgins, un'americana che dimora da anni a Firenze (un'anglobecera, insomma).
«Ci  voleva proprio un commerciante ebreo in un ghetto abbandonato, per rafforzare il senso della tragedia e dalla sfortuna che certi oggetti si portano dietro fin dalla loro creazione. Lui, il commerciante ebreo, è lì per sorvegliare la roba che ha noleggiato a quei giovani [nelle viuzze e nella piazza del Mercato Vecchio è stato organizzato una specie di mercato arabo, n.d.r]. Arredi, stoffe, tappeti, strumenti musicali. […] Varia chincaglieria: che non gliela rovinino, che non gliela portino via. Ha sempre un inventario preciso in testa. E, in più, ha un vantaggio su tutti: lui dentro il ghetto, a due passi, ha ancora un magazzino strapieno. Che gli fa anche da pied-à-terre, sussurrano i maligni. Ottenuto quando tutti se ne sono dovuti andare via. Con i soldi si può tutto. E non è che possa vantarsi di una personale, ostinata controtendenza: la sua famiglia da sempre ha abitato in via della Vigna Nuova e da sempre ha avuto un bel negozio in via de' Fossi.»

da “Il violino del Ghetto”, in Cronache di delitti lontani (Hobby & Work, 2002)

immagine: un violino costruito da Carcassi http://goo.gl/ln5NA

 

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