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Il dibattito sul naufragio del Giglio in Consiglio regionale Politica

Il naufragio della Costa Concordia nelle acque dell’isola del Giglio è stato al centro ieri, 24 gennaio, della seduta d’aula del Consiglio regionale. Prima del minuto di silenzio che l’assemblea legislativa toscana ha voluto tributare alle vittime, per il momento 16 accertate, del naufragio, il presidente del Consiglio regionale, Alberto Monaci, ha voluto ricordare «il cuore grande» degli abitanti del Giglio, che si sono adoperati con tanta umanità nel prestare i primi soccorsi a coloro che arrivavano sull’isola. La Toscana, ha detto Monaci, deve avere «il coraggio e la volontà di capire come e quante volte è stato possibile che la tragedia si sfiorasse dinanzi alle nostre coste; come e quante volte non si è visto e reso noto che venivano così manifestamente violate le distanze di sicurezza dalla riva». La politica toscana, ha continuato il presidente del Consiglio regionale, ha il dovere di attivarsi affinché simili tragedie non possano più accadere in futuro. «Quello che possiamo fare qui è molto e molto importante», ha ricordato all’aula di Palazzo Panciatichi. «Da noi – ha continuato Monaci – dipende una politica che se vuole può imporre a tutti, residenti e non, il rispetto dei nostri territori, dei nostri fondali e delle nostre coste». «Non c’è guadagno o giro d’affari che valga lo scempio di territori e vite umane», ha concluso il presidente dell’assemblea legislativa toscana.

L’informativa del presidente Rossi al Consiglio regionale
Dopo il minuto di silenzio ha preso la parola il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Nella sua informativa all’aula. il Governatore ha anch’esso espresso la sua gratitudine agli abitanti dell’isola del Giglio ed a tutti quanti hanno prestato soccorso ai naufraghi. «Dobbiamo rivendicare con orgoglio – ha affermato Rossi – la capacità di soccorso ed intervento, fatto importante in un Paese messo all’indice dalla stampa internazionale». «La reazione della Toscana – ha continuato – è stata solidale e organizzata sia nel volontariato spontaneo, che si chiede sia giustamente riconosciuto dal capo dello Stato, sia nel volontariato organizzato e in tutte le istituzioni e i corpi dello Stato». Il Governatore ha quindi riassunto all’aula quanto è stato fatto per fronteggiare l’emergenza, dall’incontro del 16 gennaio con il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, alla nomina di un commissario per l’emergenza, il prefetto Franco Gabrielli, del 20 gennaio. Rossi ha quindi informato il Consiglio regionale che, sulla base delle verifiche del Rina (Registro navale) e dei progettisti di Fincantieri, il relitto della Concordia risulta stabile e dovrebbe essere in grado di tollerare onde fino a 2,7 metri, ossia più alte di quelle previste. Le operazioni di rimozione del carburante dai serbatoi della nave da crociera e la ricerca dei dispersi potranno andare di pari passo e da sabato si inizieranno, appunto, le operazioni di defueling. Queste ultime interesseranno dapprima i 6 serbatoi principali e dovrebbero durare circa 28 giorni. In seguito, poi, si provvederà a svuotare anche gli altri 7 serbatoi. Per quanto riguarda lo stoccaggio dei rifiuti, invece, è stato previsto un sito sull’isola del Giglio, ma in un secondo momento questi verranno trasportati in un altro luogo ancora da definire. Rossi ha quindi annunciato che la Regione Toscana si costituirà parte offesa nel procedimento contro i responsabili della tragedia del Giglio, avanzando richieste di risarcimento per i danni d’immagine, al turismo, al trasporto marittimo ed alle infrastrutture portuali. «Siamo favorevoli – ha dichiarato Rossi a proposito della questione del passaggio delle navi da crociera nel mare toscano – all’utilizzo del mare per il trasporto delle persone e delle merci. Abbiamo fatto una scommessa con investimenti importanti sul porto di Livorno, ma la sicurezza delle persone e dell’ambiente è un impegno della Giunta». «Quanto agli avvicinamenti – ha proseguito – ribadisco che non ci deve essere per queste navi la possibilità di rasentare la costa così pericolosamente. Ci si meraviglia perfino che questa pratica sia conosciuta, consentita e talvolta sollecitata. Ho chiesto che, a legislazione vigente, attraverso un decreto ministeriale si traccino rotte precise, si stabiliscano controlli e sanzioni. Come Regione Toscana ingaggeremo una battaglia perché il traffico navale nel nostro mare sia sottoposto a controllo rigoroso, come si fa con il traffico aereo. Gli strumenti tecnici ci sono, qualcosa si sta facendo, ma un po’ “all’italiana”». «Siamo a favore – ha ribadito il presidente della Regione – dell’economia del mare, ci abbiamo investito, ma vogliamo sicurezza per naviganti, cittadini e ambiente».

Il dibattito in aula sulla sicurezza nei mari toscani
A seguito della comunicazione all’aula del presidente Rossi, si è animato un dibattito sulla necessità di garantire maggiore sicurezza nella navigazione dei mari toscani. «L’opera di salvataggio – ha dichiarato Andrea Agresti (Pdl) – non merita solo un encomio. Le popolazioni del Giglio e dell’Argentario meritano di più, ossia un’attenzione particolare per le ore drammatiche che stanno vivendo a causa del pericolo di una autentica catastrofe ambientale». Il consigliere, poi, ha chiesto al presidente Rossi di impegnarsi affinché il relitto della nave venga quanto prima rimosso dalle secche della Gabbianara. Apprezzamento e condivisione per quanto detto dal Governatore in aula è invece stato espresso dai consiglieri Pieraldo Ciucchi (Gruppo misto) e Monica Sgherri (Fds-Verdi). «La salvaguardia dei cittadini – ha dichiarato Ciucchi – va di pari passo con la salvaguardia ambientale. L’impegno contro il lavaggio delle cisterne va in questo senso». «Le normative – ha osservato invece Monica Sgherri – stentano a seguire l’evoluzione del settore economico e turistico Le crociere sono in continua crescita, ma devono trovare un limite nel rispetto degli abitanti e del turista via terra». Marco Taradash (Pdl) ha osservato invece che vietare il passaggio delle navi da crociera nel mare toscano sarebbe un grave errore. «L’economia toscana – ha affermato il consigliere – deve molto ai suoi porti. Il “santuario dei cetacei” si estende dai confini del Lazio alla Provenza. I danni per i porti di Livorno, Piombino, Massa Carrara, che resterebbero esclusi dai grandi traffici, sarebbe incalcolabile». Giuseppe Del Carlo (Udc) ha invece espresso il suo favore all’annuncio di Rossi che la Regione si costituirà parte offesa nel processo Concordia, ma ha anche chiesto al presidente di attivarsi per la revisione delle rotte di navigazione nei mari toscani. Paolo Marcheschi (Pdl) ha quindi ricordato che «l’avvicinamento alle coste è una procedura da non rendere più possibile», mentre Marta Gazzarri (Idv) ha chiesto, anch’essa, una regolarizzazione delle rotte di navigazione che non penalizzi il commercio ed il turismo marittimo, ma che tuteli in ogni modo la bellezza dei mari dell’Arcipelago toscano. Tre sono state le vicende, ha detto Marco Ruggeri (Pd) nel suo intervento in aula, che hanno segnato la Toscana negli ultimi tempi: l’affondamento del peschereccio, la caduta in mare dei bidoni tossici dalla nave Grimaldi ed il naufragio della Costa Concordia. «Nessuno pensa di chiudere i traffici marittimi – ha affermato Ruggeri – ma occorre trovare un giusto equilibrio tra sviluppo economico e sicurezza». A seguito del dibattito il Consiglio regionale ha dunque approvato, all’unanimità, una mozione sottoscritta da tutti i gruppi consiliari per chiedere alla Giunta regionale di attivarsi con il Governo nazionale per accelerare i tempi di rimozione del relitto della nave da crociera naufragata all’isola del Giglio e per trovare un sistema di monitoraggio delle rotte di navigazione che, al contempo, garantisca la sicurezza dell’ambiente marino toscano e lo svolgimento delle attività turistiche e commerciali dei porti e dei mari dell’Arcipelago.
 

Foto: www.yourlifeupdated.it

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