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Il Direttore Giacomo Parenti: “Pnrr, attenzione agli appalti miliardari su contratti quadro” Breaking news, Cronaca

Firenze – E’ Giacomo Parenti, il potentissimo direttore generale dell’amministrazione fiorentina, colui che dà gambe concrete agli indirizzi e agli atti del potere politico di governo, a illustrare, nel corso dell’incontro tenutosi all’Auditorium di fondazione Crf e organizzato dall’Ance, circa lo stato dell’arte degli investimenti nella Firenze post pandemica, alcuni snodi fondamentali sia per gli investiori che per le imprese. In sintesi, i punti che tocca sono la natura dell’attrattività fiorentina e il concetto della restituzione del tempo ai cittadini, il che è strettamente legato alla mobilità. Ma è con l’ultimo tema, quello della gestione delle risorse del Pnrr e dei meccanismi che la regolano, che una leggera inquietudine serpeggia in sala.

Cominciando proprio da quest’ultimo punto, ricordiamoci che sul territorio, nei prossimi anni, arriveranno tantissimi soldi, in primis i finanziamenti del Pnrr che saranno cospicui. “Stiamo facendo attività di controllo su tutti bandi, che sono tantissimi, e ci impegnamo a informare e spingere tutti i soggetti che possono presentare richiesta di finanziamento – dice Parenti – tuttavia, il nodo è: da parte di Roma si spinge in modo molto deciso per puntare su appalti enormi, per fare un esempio che ci riguarda, la richiesta di appaltare lo stadio. L’idea è quella di fare contratti quadro senza avere progetti, appaltando soltanto sull’elenco prezzi”. La logica è: ti do la ditta, poi, con la ditta e l’elenco prezzi, ti metterai d’accordo.

“Facciamo attenzione – dice Parenti – perché questa modalità forse porta via risorse dal territorio, perché, se viene in essere un appalto da un miliardo di euro per il Pnrr su un contratto quadro, o le imprese sul territorio cercano di capire come sta andando la cosa e si attrezzano, oppure è meglio, come si sta tentando, di non seguire queste sirene degli appalti miliardari senza avere i progetti, ma tentare di andare avanti in maniera un po’ più classica; non dico di arrivare al progetto esecutivo, ad esempio possiamo usare l’appalto integrato sul progetto definitivo”. Quello che suggerisce il direttore generale del Comune di Firenze è: attenzione, Pnrr, accelerazione, obbligo di impegni giuridicamente costretti entro determinate date, “significa arrivare a trovare il beneficiario dell’intervento senza avere il progetto”. Un punto da tenere presente “perché, se si guardano gli appalti Pinqua, sono andati tutti in questo modo, contratti quadro senza avere i progetti”.

“Un contratto quadro in un appalto strade va bene – spiega Parenti – ma in un restauro del Franchi anche no. Attenzione dunque, perché molti bandi che usciranno avranno questa linea: molti bandi saranno gestiti da Invitalia, da Consip, anche perché i Comuni non possono essere stazioni appaltanti. I Comuni, a parte il Comune di Firenze Città Metropolitana, non possono avre il ruolo di stazione appaltante in appalti Pnrr. Quindi se non lo possono fare, o si crea un’aggregazione di Comuni o ci si deve rivolgere a Consip o Invitalia, che proporranno di non appaltare il singolo intervento, ma di inserirlo in un mega contratto quadro per poi individuare un unico operatore”. Per tutta l’Italia, ad esempio?

Città elettrica e digitale – Il concetto della città dei dieci minuti, non da Palazzo Vecchio, beninteso, ma una città dove il cittadino ha i servizi a portata di mano: a dieci, massimo 15 minuti, a piedi, in bicicletta, con i mezzi pubblici. Una città attrattiva, in quanto attraente,in quanto città dove è facile vivere, il che signfica “facile ottenere servizi”. E’ questo il concetto che esprime Giacomo Parenti, illustrando le qualità di Firenze. “Fra gli elementi che hanno portato gli investitori a Firenze – dice Parenti – ritengo non ci siano stati solamente la possibilità di avere gare su cui investire con anche la possibilità di riuscire ad avere in qualche modo con tempi abbastanza certi ad arrivare alla definizione di un progetto, ma ci sia stata anche l’idea di andare ad investire in una città che oggi è considerata la città più elettrica d’Italia e quella più digitale”. Un concetto che Parenti ribadisce più volte, che comporta la differenza fra Firenze ed altre città italiane. “Firenze è la città più elettrica perchè ad oggi è la città che ha il maggior numero di colonnine di ricarica elettriche, la provincia di Firenze è una delle province italiane che ha il maggior numero di auto elettriche; questo perché siamo partiti molti anni fa puntando su questo tema”.

Firenze è anche la città più digitale. “Se si vanno a esaminare le varie classifiche e i vari ranking, ce la battiamo tutti gli anni con Milano, ma ormai abbiamo superato anche i milanesi”. Il direttore generale si toglie qualche sassolino: “Tutti criticano – dice – a Firenze le tempistiche per l’ottenimento di un certificato all’anagrafe, ma ricordo che i doceumnti che escono dal nostro servizio anagrafico sono per la maggior parte documenti dgitali, per i quali non serve andare a nessun sportello”. il discorso fila senz’altro, ma non considera uno dei più grandi problemi delle città digitali, ovvero l’ignoranza digitale che affligge molta parte della popolazione, in particolare quella più anziana. e Firenze è notoriamente una città con una grande percentuale di persone anziane. Senza considerare quella parte di popolazione che, senza mezzi educativi o economici, è destinata a rimanere indietro nella grande corsa alla digitalizzazione.

Sempre elencando i motivi della grande attrattività di Firenze per gli investitori, Parenti cita il sistema di tassazione fiorentino “unico in Italia”. “In questi giorni si sta discutendo dell’aumento dell’Irpef per Comuni che hanno già un Irpef allo 0,8%. Se siete fiorentini, sapete che a Firenze l’irpef non si paga, fino a 25mila euro, e che, oltre questa soglia, è l’unica città d’Italia che ha l’ipef allo 0,2%. Inoltre, non si pagano i servizi per l’infanzia. dieci giorni fa ho scoperto, dopo 13 anni che lavoro al Comune, che la tariffa comunale per le ludoteche è pari a zero. Dunque, a Firenze non paghiamo l’irpef, i servizi all’infanzia, le ludoteche. Questo fa sì che Firenze sia una città attrattiva, non è semplice riuscire a mantenere questi servizi non chedendo le tasse ai cittadini, ma è un impegno che sicuramente la città vorrà portare avanti”.

Il tema del tempo e della mobilità – Un tema è fondamentale, nelle città attuali, ed è quello del tempo, come ha posto i luce il sindaco Dario Nardella nel suo intervento da remoto. “Non posso fare altro che condividere l’affermazione del sindaco – dice il direttore generale – ma, affinché diventi dominante il tema tempo a Firenze, è necessario spingere ancora di più sui tempi legati agli spostamenti nell’ambito cittadino, spostamenti casa-lavoro ma anche altri tipi di spostamenti”.

“Firenze è una città complicatissima. C’è un’indice che è il rapporto fra gli utilizzatori della città e i residenti della città che che pone Firenze al confronto con un’altra città del mondo, che è New York. Firenze è confrontabile soltanto con New York per rapporto fra numero di persone che entrano nella città e numero degli abitanti. Secondo alcune indagini che compimmo utilizzando le società telefoniche, scoprimmo che, in una normale giornata pre covid a Firenze, alle ore 16 del pomeriggio, ci sono fra le 650 e le 660mila persone, a fronte di meno di 370mila residenti. Possiamo dire che Firenze è una città spugna. Per uesto il tam della obilità è fondamentale per Firenze un tema su cui abbiamo crcato di investire. Quindi, completamento del sistema tramviario, nell’ottica di cercare di riuscire a restituire ai cittadini il tempo. Sistema tramviaro per il quale ad oggi Firenze dispone di risorse pari a circa un miliardo e 100milioni di euro, per realizzare il completamento delle linee. Non sarà semplice, in quanto Firenze è una città prevalentemente costruita nell’800, con viabilità che non sono pari a quelle di città costruite negli anni 2000 o alla fine del secolo scorso. Compicato, ma importante per far sì che il tempo venga restituito ai cittadini. Il tema della mobilità ciclabile, il tema della mobilità elettrica, ma anche il tema della realizzazione di un sistema di scudo verde che dovrà consentire di gestire quella che è l’utilizzaizone di un territorio così pregiato e così piccolo come uello del comune di Firenze, cercare in qualche modo di filtrare gli ingressi. Il sistem delle potre telematiche, di cui in questi giorni si stanno realizzando gli appalti, consentirà di gestire gli ingrssi in città anche in funzione delle ore, magari mettendo un sistema di tassazione diverso, pagando una cifra in funzione delle ore in cui si entra in città. Un sistema che potrà entrare in funzione solo dopo la reliazzazione delle tramvie e dei parcheggi scambiatori. Una sfida che ancora non abbiamo colto dal punto di vista dei finanziamenti, secondo me molto importante perché secondo l’opinione comune, Firenze non può essere considerata solo dal punto di vista del Comune di Firenze, è quella che riguarda il fatto che per completare la mobilità metropolitana non bastano le tramvie. Serve anche il binario ferroviario, per il quale però bisogna apsettare di aver realizzato la stazione Foster e il sottoattraversamento della città”.

La “talpa” è pronta a partire – “I lavori riprenderanno, la talpa è pronta a partire – dice Parenti, che è anche presidente dell’Osservatorio Ambientale AV, che dà notizie di prima mano sull’ottima salute della talpa, ovvero della trivella enorme che scaverà sotto Firenze –  speriamo che parta presto, perché questo è un altro elemento che porterà ad avere un binario metropolitano per far sì che i cittadini che abitano nell’area metropolitana fiorentina, con un maggior numero di fermate a disposizione e più treni, riceveranno un miglioramento della loro vita con la riduzione dei tempi di spostamento”.

Sistema BRT – Oltre a ciò, l’altro tema è che comunque rimangono aree metropolitane che non potranno essere raggiunte nè dal sistema tramviario nè dal binario metropolitano. “Su questi territori abbiamo progettato come città metropolitana due sistemi di Bus Rapid Transit che si attivano con la realizzazione di percorsi più veloci da realizzare con dei bus eventualmente elettrici, ma, per rendere appetibili questi percorsi, dobbiamo far sì che il sistema sia smart, con accessi al bus uguali a quelli delle tramvie, senza gradini da salire per entrare nel nuovo sistema, ma serve anche realizzare parcheggi scambiatori con dei servizi in corrispondenza dei punti di fermata”. Dunque, per completare il disegno della riduzione dei tempi: tramvie, gestione dei flussi in città, elettrico, binario metropolitano, ma anche su due linee Brt leggere e smart che ci consentano di raggiungere quelle parti del territorio che ad oggi non sono raggiungibili con la tramvia perché troppo lontante e nepure con le linee ferroviarie perché non esistono”.

 

 

 

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