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Il duo Spinetti-Magoni incanta la Terra Santa Cultura

A dividere i due luoghi santi oggi c'è un muro che parziale non è, tutt'altro. Un serpente di cemento alto, lungo e grigio. Immobile, inquietante. Nella Betlemme del muro, della povertà, della frustrazione m anche della speranza per fortuna c'è spazio per la musica. È il concerto di Natale “For Life and Peace” che da oltre dieci anni, difficili e tormentati per la gente di Terra Santa, si ripete lanciando al mondo un appello di pace. È l'evento musicale più atteso dai betlemmiti che come da tradizione gremiscono la Chiesa di Santa Caterina, all'interno del Complesso della Natività. Nella Chiesa, illuminata per le riprese televisive della mondovisione, un pubblico eterogeneo per età, sesso e religione ascolta ammirato i brani eseguiti dal conservatorio Edward Said di Ramallah: la capitale che capitale non è. Sotto la navata centrale della chiesa ai piedi dell'altare l'orchestra giovanile palestinese, alcuni ragazzi portano al collo la tradizionale kefiah bianca e nera: l'indumento che Arafat indossò per una vita e che oggi rappresenta nel mondo l'icona della causa palestinese.
In chiesa un pubblico attento e stupito è a pochi centimetri di distanza dai musicisti, avvolgendoli. Il programma iniziale è centrato sulla musica classica. Mentre, la seconda parte lascia spazio alle melodie natalizie. Una contaminazione di stili che trova nelle note di Ferruccio Spinetti e nella voce di Petra Magoni il suo apice. É la musica nuda nella culla del cristianesimo, un binomio perfetto. Un crescendo armonico che trasporta, emoziona. Sono lacrime di gioia quelle delle suore francescane nell'ascoltare la Ninna Nanna. Eccole sedute in gruppo, in disparte, nascoste dietro la colonna dalla quale si sporgono a turno per guardare la minuta cantante. È l'applauso convinto del Custode di Terra Santa, delle autorità palestinesi ed italiane. La voce unica della cantante pisana rapisce chiunque. Insomma stilisticamente grande. Alla fine non c'è miglior Buon Natale al mondo.

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