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Il falò della crisi brucia oltre 100miliardi di euro Economia

Quanto ha bruciato la crisi, e il conto è per approssimazione? Lo dice Marco Venturi, presidente di Confesercenti, all'assemblea elettiva di Confesercenti che si è tenuta a Firenze: oltre 100miliardi di euro. 100 miliardi levati ai consumi, alle imprese, alle famiglie. Insomma, sangue levato all'organismo macilento dell'economia italiana. Il rimedio? Presto, presto, fare presto a cambiare rotta: "Recessione e pressione fiscale continuano a distruggere redditi, lavoro ed imprese, dunque occorre voltare pagina al più presto''.

I cavalieri dell'Apocalisse italiana si chiamano calo dell'occupazione, riduzione del reddito e aumento del prelievo fiscale, che in concreto "si sono tradotti in una forte decelerazione dei consumi: oltre 43 miliardi in termini reali, vale a dire un ridimensionamento di 1.800 euro per ciascuna famiglia. Inutile meravigliarsi allora se le strade delle città sono costellate di saracinesche abbassate''.

Cosa fare? Intanto, un taglio della spesa pubblica improduttiva da 70 miliardi di euro, da utilizzare velocemente per alleggerire la pressione fiscale, ma anche  sostenere investimenti ed innovazione oltre a limitare alcuni forti disagi sociali.
Marco Venturi stigmatizza anche l'aumento dell'aliquota Iva che va "bloccato": definito "inaccettabile"  l'aumento della aliquota Iva al 22% previsto per luglio "deve invece tornare indietro all'originario 20%''.

E nella tenaglia entrano anche le famiglie: "Dall'inizio della crisi abbiamo assistito ad un tracollo del reddito disponibile delle famiglie che ha toccato nel 2012 picchi vertiginosi – ricorda il presidente di Confesercenti – la perdita di reddito riflette in larga parte la caduta dell'occupazione, ma è anche la conseguenza di misure che hanno condizionato le dinamiche economiche. L'entità della perdita complessiva  è ben rappresentata sia dal Pil, con quasi 103 miliardi in termini reali, sia dalla riduzione del potere d'acquisto delle famiglie, pari a 94 miliardi, con un taglio reale di quasi 4 mila euro per nucleo. In valori assoluti si tratta di un'erosione dei redditi e della spesa delle famiglie davvero impressionante".

Se si torna ai valori su cui si attestava il potere d'acquisto delle famiglie, valutato in termini reali, nel 2007, c'è da rabbrividire: in quell'anno, ricorda lo stesso presidente Venturi, il potere d'acquisto delle famiglie si attestava, in termini reali, a 987.314 milioni di euro. Nel 2010 scendeva a 944.391 e nel 2012 calava a 893.129, con una pedita appunto di poco più di 94 miliardi di euro.
"Nello stesso periodo i redditi da lavoro autonomo mostravano una contrazione di quasi 22 miliardi – torna a ricordare il presidente di Confesercenti –  la spesa delle famiglie ammontava nel 2007 a 863.100 milioni di euro per ridursi a 855.357 e nel 2012 a quota 819.812 con una flessione di oltre 43 miliardi di euro".
E intanto, proprio oggi, l'ultimo ennesimo imprenditore vittima della crisi: a Santa Croce sull'Arno è stato trovato morto, suicida, un uomo di 65 ani. In un biglietto, la spiegazione del gesto. A ritrovarne il corpo privo di vita, i dipendenti.

Photo by: http://www.lettera43.it

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