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Il Festival dei Popoli festeggia 60 anni e salpa con Carola Cinema

Firenze – Al cinema La Compagnia è stato presentato il Festival dei Popoli 2019, che si terrà dal 2 al 9 novembre. Nella conferenza stampa, condotta da Antonio Pirozzi, sono intervenuti, oltre al direttore, Alberto Lastrucci, e al presidente del festival, Vittorio Iervese, la vicepresidente della Regione Toscana, Monica Barni, l’assessore alla cultura del Comune di Firenze, Tommaso Sacchi, e il Presidente di Fondazione Sistema Toscana, Iacopo di Passio.

Il sessantesimo anniversario della manifestazione viene festeggiato con un nuovo e importantissimo progetto di digitalizzazione e valorizzazione del prezioso archivio raccolto dal festival in sessanta anni di attività, che testimonia come la città di Firenze, capitale della cultura umanistica e dell’arte, abbia ospitato e custodito uno dei più importanti festival nazionali e internazionali del documentario.

La rassegna “Diamonds are forever”, a cura di Daniele Dottorini, consentirà di rivedere in questi giorni alcuni capolavori del cinema documentario presenti nell’archivio che hanno segnato la storia del festival e, più in generale, quella del cinema documentario. Venti titoli da non perdere, fra i quali Titicut Follies di Frederick Wiseman e Sud di Chantal Akerman.

Il festival è però, come sempre, attento all’attualità. L’opening night, il due novembre alle ore 21, presenta la prima internazionale di Sea-Watch 3 di Jonas Schreijag e Nadia Kailouli. I registi – che saranno presenti alla proiezione – raccontano, in presa diretta, a bordo dell’omonima nave fin dal primo giorno, il salvataggio di 53 persone, l’arrivo della polizia italiana, la memoria degli orrori vissuti in Libia da parte dei migranti.

Nella sezione Eventi Speciali è da segnalare “The cave” del regista candidato all’Oscar Feras Fayyad. La guerra in Siria, tra morte e distruzione, è mostrata dal punto di vista dei medici dell’ospedale di Ghouta che curano i feriti sotto i bombardamenti.

“Welcome to Sodom” di Florian Weigensamer e Christian Krones ci porta invece ad Accra, in Ghana, nella più grande discarica di rifiuti elettronici del pianeta, destinazione finale dei nostri smartphones e dei nostri computer. Nella sezione Eventi Speciali vengono presentati anche grandi ritratti di artisti celebri nel campo della moda, della danza e della fotografia: “Celebration” di Olivier Meyrou, biografia dello stilista Yves Saint Laurent, “Cunningham 3D” di Alla Kovgan, sul coreografo Merce Cunningham, e infine Elliot Erwitt, “Silence Sounds Good” di Adriana Lopez-Sanfeliu, ritratto di uno dei più importanti fotografi del mondo.

Un programma ricchissimo: centonove film e oltre novanta ospiti internazionali. Alberto Lastrucci per il sessantesimo anniversario ha voluto rendere un omaggio al grande e attivissimo regista ucraino Sergei Loznitsa. Il festival dedica al cineasta una retrospettiva a cura di Silvio Grasselli, “L’illusione del presente”. Vedremo dei documentari storici di grande interesse come ad esempio “State Funeral”, il funerale di Stalin, che è stato presentato a settembre alla Biennale di Venezia 2019: verrà proiettato martedì 5 novembre a La compagnia. Il regista reinterpreta il materiale propagandistico del cinema sovietico, come aveva già fatto nel documentario The Event sul tentato golpe del 1991 contro Gorbaciov, che peraltro il festival proietterà allo spazio Alfieri sabato 9 novembre.

Il concorso internazionale propone venti documentari inediti in Italia: in primo piano la condizione femminile contemporanea. Citiamo ad esempio il documentario di Bénédicte Liénard e Mary Jiménez “By the Name of Tania”, che racconta le esperienze di tante ragazze peruviane costrette a prostituirsi nella speranza di un futuro migliore. Da segnalare “My English Cousin” di Karim Sayad, che segue le vicende di suo cugino, nato in Algeria e residente a Londra, sempre in bilico tra due mondi inconciliabili. “Non è sogno” di Giovanni Cioni ci racconta i risultati del “Laboratorio Nuvole” da lui condotto nel carcere di Capanne (Perugia) ed ispirato a Pasolini e Calderòn de la Barca.

Il concorso italiano presenta sette documentari, tutti in anteprima mondiale, girati in Toscana, Abruzzo, Piemonte, Lombardia e nei luoghi del terremoto. Da vedere “Vulnerabile Bellezza” di Manuele Mandolesi, che racconta le conseguenze del terremoto del 2016 nelle Marche, e “Ghiaccio” di Tomaso Clavarino ambientato in Val Pellice, Piemonte, luogo spopolato che vede arrivare stranieri in cerca di una nuova vita. “Caterina” di Francesco Corsi ritrae invece la famosa cantante fiorentina, Caterina Bueno, etnomusicologa, che ha condotto un lavoro di raccolta, nelle campagne toscane, del preziosissimo patrimonio di canti e tradizioni musicali.

I documentari musicali del Festival dei Popoli 2019, nella sezione Hit Me with Music!, sono sempre un appuntamento imperdibile.  “John & Yoko:  Above Us Only Sky” di Michael Epstein è la storia della genesi di uno degli album più famosi: “Imagine” di John Lennon. Il viaggio creativo della cantante e musicista PJ Harvey e del fotografo Seamus Murphy è ripercorso in “A Dog called Money” di Seamus Murphy. In programma il focus dedicato all’ambiente (Habitat a cura di Carmen Zinno) e Popoli for Kids, dedicato alle famiglie e ai giovani spettatori. Infine, Campus è consacrato al lavoro delle scuole di cinema italiane. La sezione Doc Explorer, a cura di Elisa Scarpa, interroga infine le possibilità offerte dalla realtà virtuale e aumentata.

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