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Il film su Janis Joplin all’OFF Bar Cinema

Firenze – OFF Cinema – Il cinema indipendente sotto le stelle torna all’OFF Bar lunedì 19 giugno ore 21.30, con il viaggio nel documentario musicale ricordando una delle voci femminili più indimenticabili di sempre: Janis Joplin.

Senza la “Perla” (così la chiamavano gli amici) forse non ci sarebbe stata neanche Amy Winehouse. Le due più importanti donne iscritte al Club 27 (la lunga lista di artisti morti a 27 anni) hanno frequentato generi diversi ma Janis Joplin ha tracciato il sentiero, seguito da altre cantanti come Amy Winehouse, che sfida gli standard dell’industria discografica in materia di apparenza, performance e comportamento.

La regista Amy Berg, assai delicatamente e con un profondo atteggiamento psicologico parla di Janis Joplin rifacendosi alle interviste di vari personaggi che la conobbero ed interagirono con lei e soprattutto alle lettere reali che la cantante nel corso della sua carriera e negli anni immediatamente prima scriveva ai propri genitori. Nella versione italiana le lettere sono lette dalla cantante Gianna Nannini ed ancora una volta da esse si evince la figura di una donna estremamente dotata dal punto di vista artistico, più precisamente del canto, ma assai insicura, bisognosa d’affetto e molto sofferente per svariati problemi, legati anche al suo aspetto fisico presenti in lei sin dall’adolescenza, che credeva di riuscire a superare con l’uso smodato e frequente di sostanze alcoliche e droghe di ogni tipo.

Ci sono le immagini dei grandi concerti di Monterey e di Woodstock, raccontati dall’interno, con l’eccitazione del momento ma non ancora il carico di significato epocale che avrebbero assunto all’indomani degli avvenimenti e via più nei decenni a venire. Ci sono i racconti della sorella, degli amici, intervistati ad hoc. Una persona dal cuore gonfio d’amore, di rabbia, d’ambizione (intesa nel modo di cui ne parla la protagonista del film, come di un bisogno vitale) e di blues, che si è lasciata strappare quel cuore a pezzetti, dagli uomini della sua vita in particolare, e ha messo in musica, per sempre, lo strazio di quel dolore e di quella lacerazione.

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