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Il fisioterapista: Natale con il mal di schiena STAMP - Salute

Firenze – Nei giorni di festa, da metà Dicembre ad ora, ho ricevuto parecchie chiamate da parte di pazienti che erano rimasti bloccati con la schiena..Ho subito pensato, “curioso, proprio sotto Natale?” Poi, andando a valutare i singoli casi, l’intuizione ha lasciato spazio alla conferma: persone e storie diverse, casi diversi, ma quasi tutte con un minimo comune denominatore: un affaticamento della sfera viscerale.

Per dirla in parole povere, stomaco, fegato, intestino, reni, erano, chi più, chi meno, affaticati dalle abbuffate natalizie. Ma cosa c’entra questo con il mal di schiena? In fondo tutti quelli che conosco si sono abbuffati a Natale…

Si, è vero, però è lo stesso principio per cui, salendo su un autobus in cui c’è una persona col raffreddore, non tutti scendono alla fermata ammalati. Conta molto il livello di salute iniziale, e altri fattori che magari possono aver predisposto già la schiena a lavorare male.

Una schiena che già adoperava delle posture scorrette, ha trovato nelle abbuffate natalizie un semplice fattore scatenante per iniziare a lamentare dolore, fino al bloccarsi con un semplice, banale, movimento.

Ma come possono gli organi interni far venire mal di schiena, o addirittura bloccarla?

Il meccanismo è semplice e scientifico, ed è lo stesso che sta alla base del famosissimo dolore al braccio sinistro in caso di infarto, si tratta di dolore riferito.

Mi spiego meglio: a livello del cervello gli organi interni sono poco rappresentati come regioni che possono provare dolore, e le poche vie nervose che portano il dolore viscerale si mescolano a ben più solide e battute vie nervose che portano al cervello il dolore di muscoli e articolazioni.
Al cervello arriveranno per cui dei segnali ambigui, che lui interpreterà secondo quelle vie che conosce meglio e che sono meglio rappresentate, ovvero quelle che lamentano dolore alle articolazioni o ai muscoli.

Il risultato finale è che quando a lamentarsi sarà un viscere, noi lo percepiremo come un dolore nelle zone corrispondenti del corpo.
Quindi, ricapitolando, abbiamo:

Una schiena che già lavorava male, ma che tutto sommato sopravvive,

Un intestino affaticato dalle abbuffate a base di cibi, come dire, poco leggeri,

Un cervello che percepisce che a lamentarsi, anzichè l’intestino, è la schiena.

Quali sono le conseguenze di questo mix?

Il cervello comunica alla schiena di fare attenzione a come si muove perchè, a quanto ne sa lui, laggiù le cose non vanno benissimo..La schiena, spaventata da tutto questo allarmismo, decide di amplificare il segnale d’allarme, scatenando maggiore dolore, fino ad arrivare alla soluzione estrema: bloccarsi.

La schiena che si blocca non è altro che una reazione da difesa, l’ultima possibilità che ha il corpo per impedirci di usare quella parte.

Il problema è che lei in fondo stava anche bene, tutto è nato da un equivoco: a lamentarsi era l’intestino, a bloccarsi è stata la schiena.
Come risolvere questo fastidiosa situazione?

Come in tutti gli equivoci, il segreto è nella comunicazione.

Mediante il trattamento manipolativo sulla sfera viscerale è infatti possibile:

1 – Allentare quelle tensioni che hanno portato l’intestino a lamentarsi,

2 – Spegnere così i segnali d’allarme che dal cervello scatenavano dolore alla schiena,

3 – Ridare mobilità alla schiena, per “spiegarle” che va tutto bene, e può tornare a muoversi liberamente.

Se la causa di tutto è nella sfera viscerale, questi tre passaggi, con un po’ di pazienza, e uniti ad abitudini alimentari più sane ed equilibrate possono risolvere il problema efficacemente.

Francesco Marcheselli – Fisioterapista
www.francescomarcheselli.com

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