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Il Florence Dragon lady e l’equipaggio delle donne in rosa Società

Nacque così la tradizione del Dragon boat, divenuto disciplina sportiva nel 1976, in cui squadre open (maschili), femminili o miste, gareggiano sui fiumi su distanze dai 200 ai 1000 metri con imbarcazioni con testa e coda a forma di dragone.
A Firenze, il 14 febbraio 2006 nasce, con l’appoggio sia del servizio “Donna come prima “ della LILT, che della Canottieri comunali Firenze, l’equipaggio tutto al femminile Florence Dragon lady.
Si tratta di un equipaggio particolare, composto di donne operate di tumore al seno che si manifestano nella loro malattia e che vogliono condividere progetti, speranze, risultati positivi, allenandosi con piglio atletico per vincere e dimostrare che la forza e il coraggio sono una cura per l’anima e il corpo.
Ci racconta Susanna Bausi, membro di questo energico equipaggio: “fu nel 1996 in Canada che il medico sportivo McKenzie volle verificare la teoria, tradizionalmente sostenuta, che le donne operate di tumore al seno dovessero evitare attività sportive ripetitive e faticose che impegnassero la parte superiore del corpo per prevenire il linfoedema, cioè il rigonfiamento delle braccia e del torace".
Ventiquattro donne si allenarono per sei settimane a pagaiare, parteciparono all’International Dragon Boat Festival del giugno 1996 a Vancouver, e non manifestarono alcun problema.
Certo, si tratta di una riabilitazione sperimentale: non vi sono studi scientifici che ne documentino l’efficacia, che è comunque "garantita" dal fare squadra.
“Fare squadra per combattere il tumore al seno” è proprio il motto dell’equipaggio tutto in rosa, anche nell'abbigliamento, del Florence Dragon lady, nel quale ognuno deve fare la sua parte per vincere gare nazionali e internazionali.
Uscire dal tunnel della malattia è difficilissimo, a Firenze “Donna come prima”  propone a questo scopo un percorso di supporto integrale, all’interno del quale si inserisce anche il Dragon lady, per aiutare tante donne che sono sole, o che si sentono tali, dalla fase ospedaliera in poi.
Per questo fare parte di una squadra, ambiziosa e motivante, è fondamentale. 
"Molte di noi –ci dice Susanna Bausi- rimangono veramente sole e subiscono un doppio lutto: prima il tumore e poi l’abbandono da parte dei loro compagni che hanno paura ad entrare in contatto diretto con la malattia e con tutto quello che comporta".
L’attività del Dragon le aiuta a tornare come prima, anzi meglio di prima, perché se la malattia è un’esperienza che le rende donne più consapevoli, il Dragon le trasforma in atlete che si allenano due volte la settimana in Arno, e che vogliono assolutamente vincere, nella vita e nello sport”.

Foto dal sito: http://www.perinivalerio.it/sport/dragon-lady-2009/florence-dragon-lady/florence_dragon-lady-2009.html

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